Bollettino della crisi
Il governo taglia le stime sul pil, ma Monti conferma il pareggio di bilancio nel 2013
Il governo taglia le stime sul pil, ma Monti conferma il pareggio di bilancio nel 2013. Il presidente del Consiglio, Mario Monti, ha ribadito che la ripresa sarà possibile già l’anno prossimo e ha confermato il raggiungimento del pareggio di bilancio: un “cardine”. Nulla cambia nella politica governativa, ha aggiunto, nonostante il peggioramento delle stime macroeconomiche evidenziato nel Documento di economia e finanza.

Il governo taglia le stime sul pil, ma Monti conferma il pareggio di bilancio nel 2013. Il presidente del Consiglio, Mario Monti, ha ribadito che la ripresa sarà possibile già l’anno prossimo e ha confermato il raggiungimento del pareggio di bilancio: un “cardine”. Nulla cambia nella politica governativa, ha aggiunto, nonostante il peggioramento delle stime macroeconomiche evidenziato nel Documento di economia e finanza pubblicato ieri: il pil nel 2012 sarà in calo del 2,4 per cento (contro l’1,2 per cento previsto in precedenza) e nel 2013 diminuirà dello 0,2 per cento (contro un progresso di mezzo punto percentuale preventivato). Le stime per ora non comportano una “revisione dei programmi di politica economica del governo”.
Alcoa guarda anche a Germania e Australia. Ieri il sottosegretario al ministero dello Sviluppo economico, Claudio De Vincenti, intervistato a “Radio Anch’io”, ha accennato a due nuovi potenziali acquirenti per l’impianto siderurgico sardo. Secondo quanto apprende il Foglio, si tratta di un fondo tedesco e di un “gruppo imprenditoriale” australiano. Nei giorni scorsi c’è stato anche l’interesse di un’azienda cinese e di una torinese.
Spagna ancora sorvegliata speciale. Termina l’euforia delle Borse europee. Ieri la doppia asta di titoli spagnoli sul mercato, a tre e dieci anni, ha dato risultati soddisfacenti. Madrid ha collocato 4,8 miliardi di euro, meglio del previsto. Tale risultato allontana la possibilità che la Spagna debba richiedere aiuti immediati all’Europa, anche se la pressione dei mercati è costante. Lo dimostra il tasso sui Bonos già in circolazione, al 5,73 per cento, nuovamente in salita. E lo spread tra titoli decennali iberici e omologhi tedeschi è arrivato a 419 punti base. Si allarga anche il differenziale tra il Btp decennale e il Bund tedesco, a 347 punti, 17 punti in più rispetto a due giorni fa. Sulla base delle preoccupazioni per Madrid, dei dati macroeconomici di Cina, Eurozona e Stati Uniti, le Borse europee hanno chiuso in ribasso. Milano la peggiore: meno 1,68 per cento. Penalizzati i titoli bancari.
L’industria europea e quella cinese faticano ad alzare la testa. A settembre l’attività delle imprese europee è ai minimi dal giugno 2009, secondo l’indice Pmi (Purchasing managers index) sulla produzione nell’Eurozona, calcolato sondando le opinioni dei direttori agli acquisti delle aziende. L’indice dimostra che l’economia del settore privato si è contratta per la dodicesima volta negli ultimi tredici mesi, scendendo a 46,3 punti da agosto a settembre (50 punti è la soglia che divide le fasi di espansione economica e contrazione). Si registra un miglioramento in Germania ma un drastico calo in Francia. In Cina, nel mese di settembre, l’indice Pmi manifatturiero è rimasto sotto i 50 punti per il dodicesimo mese consecutivo (47,8 punti).
Dilemma contabile e strategico a Piazzetta Cuccia. Mediobanca ha chiuso l’esercizio 2011-’12 con un utile netto consolidato in calo del 78 per cento rispetto all’anno precedente, a 81 milioni di euro. Pesano 573 milioni di svalutazioni, secondo quanto reso noto alla riunione del cda di ieri. Le cifre rinnovano il dilemma di Piazzetta Cuccia: vendere progressivamente le partecipazioni o valorizzarle con la creazione di una divisione separata dalla merchant bank?
Alcoa guarda anche a Germania e Australia. Ieri il sottosegretario al ministero dello Sviluppo economico, Claudio De Vincenti, intervistato a “Radio Anch’io”, ha accennato a due nuovi potenziali acquirenti per l’impianto siderurgico sardo. Secondo quanto apprende il Foglio, si tratta di un fondo tedesco e di un “gruppo imprenditoriale” australiano. Nei giorni scorsi c’è stato anche l’interesse di un’azienda cinese e di una torinese.
Spagna ancora sorvegliata speciale. Termina l’euforia delle Borse europee. Ieri la doppia asta di titoli spagnoli sul mercato, a tre e dieci anni, ha dato risultati soddisfacenti. Madrid ha collocato 4,8 miliardi di euro, meglio del previsto. Tale risultato allontana la possibilità che la Spagna debba richiedere aiuti immediati all’Europa, anche se la pressione dei mercati è costante. Lo dimostra il tasso sui Bonos già in circolazione, al 5,73 per cento, nuovamente in salita. E lo spread tra titoli decennali iberici e omologhi tedeschi è arrivato a 419 punti base. Si allarga anche il differenziale tra il Btp decennale e il Bund tedesco, a 347 punti, 17 punti in più rispetto a due giorni fa. Sulla base delle preoccupazioni per Madrid, dei dati macroeconomici di Cina, Eurozona e Stati Uniti, le Borse europee hanno chiuso in ribasso. Milano la peggiore: meno 1,68 per cento. Penalizzati i titoli bancari.
L’industria europea e quella cinese faticano ad alzare la testa. A settembre l’attività delle imprese europee è ai minimi dal giugno 2009, secondo l’indice Pmi (Purchasing managers index) sulla produzione nell’Eurozona, calcolato sondando le opinioni dei direttori agli acquisti delle aziende. L’indice dimostra che l’economia del settore privato si è contratta per la dodicesima volta negli ultimi tredici mesi, scendendo a 46,3 punti da agosto a settembre (50 punti è la soglia che divide le fasi di espansione economica e contrazione). Si registra un miglioramento in Germania ma un drastico calo in Francia. In Cina, nel mese di settembre, l’indice Pmi manifatturiero è rimasto sotto i 50 punti per il dodicesimo mese consecutivo (47,8 punti).
Dilemma contabile e strategico a Piazzetta Cuccia. Mediobanca ha chiuso l’esercizio 2011-’12 con un utile netto consolidato in calo del 78 per cento rispetto all’anno precedente, a 81 milioni di euro. Pesano 573 milioni di svalutazioni, secondo quanto reso noto alla riunione del cda di ieri. Le cifre rinnovano il dilemma di Piazzetta Cuccia: vendere progressivamente le partecipazioni o valorizzarle con la creazione di una divisione separata dalla merchant bank?
Nel grafico: FATICHE INDUSTRIALI. A luglio il fatturato dell’industria italiana, al netto della stagionalità, ha registrato un incremento dell’1,2 per cento rispetto a giugno, con una crescita dello 0,3 per cento sul mercato interno e del 3 su quello estero. Questi dati positivi di breve periodo, però, si confrontano con una situazione più critica guardando al passato negli ultimi tre mesi: l’indice è sceso del 2,4 per cento rispetto al trimestre precedente e del 5,3 per cento su base annua.