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La giusta rivolta dei penalisti

La giustizia dei demagoghi è un’aggressione contro lo stato di diritto

24 Novembre 2018 alle 06:12

La giusta rivolta dei penalisti

Foto Imagoeconomica

Non sono solo gli avvocati penalisti (e molti magistrati) a bocciare la riforma della prescrizione proposta dal governo. Scende in campo anche l’Associazione italiana dei professori di Diritto penale (Aipdp), che in una nota di ieri ha espresso “forte preoccupazione per la gestione della ‘questione penale’ nel suo complesso, nell’attuale situazione politica”. Già dieci giorni fa, durante le audizioni convocate in fretta e furia dalla commissione Giustizia della Camera, tutti i rappresentanti dell’accademia italiana avevano sottolineato gli effetti nefasti che l’abolizione – di fatto – della prescrizione dopo il primo grado di giudizio avrebbe sul sistema giudiziario. Una proposta che dall’Aipdp viene definita “pura propaganda”, perché priva di “qualsiasi rapporto con i problemi di oggi” e perché rischia “di avere un impatto distorsivo, se non devastante sul sistema”. Ma a finire nel mirino dei professori è l’intero insieme di politiche del governo in materia di giustizia, segnato dal trionfo del “populismo penale”, fatto di “messaggi volti a coagulare consensi, a soddisfare un ‘sentimento di giustizia’ repressiva e vendicativa, e paure non sempre fondate su dati di realtà, spesso alimentate anche da una propaganda mirata”. Siamo, dunque, al “governo della paura”, basato su “un uso propagandistico (supportato dai mass media) del diritto punitivo, che minaccia di punire o di punire sempre di più, come se la minaccia di maggior pena di per sé significasse un rafforzamento della tutela”. Ne risultano riforme che aprono le porte a una “giustizia infinita, e ad impatto carcerario massimo”. “In questo avvio di legislatura – scrivono i professori di diritto penale – il segno dominante, tipico del populismo penale, sono leggi usate come messaggi volti a coagulare consensi, a soddisfare un sentimento di giustizia repressiva e vendicativa, e paure non sempre fondate su dati di realtà. E’ dunque con profondo senso di preoccupazione che esprimiamo il disagio per la riduzione dei problemi del penale a temi di propaganda, e per prospettate torsioni tanto punitive sulla carta, quanto controproducenti per una ragionevole costruzione e difesa di una legalità rispettosa dei diritti di tutti”. Ben detto.

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