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De Luca e l'ennesimo spettacolo mediatico-giudiziario. Dal finale già scritto

L'ex sindaco di Salerno “colpevole” di aver riqualificato il lungomare della città. I comitati del no, la polemica, l'attenzione della stampa, l'indagine, il processo e la sentenza: tutti assolti 

1 Ottobre 2018 alle 19:01

De Luca e l'ennesimo spettacolo mediatico-giudiziario. Dal finale già scritto

Vincenzo De Luca (foto LaPresse)

I presupposti per la messa in scena del solito circo mediatico-giudiziario c’erano tutti: l’iniziativa di un politico di primo piano per la realizzazione di un’opera urbanistica, la nascita puntuale di comitati civici pseudoambientalisti contrari al progetto (sostenuti da partiti grilleschi allergici allo sviluppo e fautori di una decrescita felice), la polemica sui social e l’attenzione della stampa, infine l’apertura di un’inchiesta da parte della magistratura per i classici reati di abuso d’ufficio e dintorni. Anche il finale di questo spettacolo, durato ben 10 anni, è stato il solito: assoluzione per tutti gli imputati.

 

Venerdì scorso, infatti, il tribunale di Salerno ha assolto il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, e altri 21 imputati nel cosiddetto processo “Crescent”, legato all’opera di riqualificazione dell’area di Santa Teresa a Salerno, avviata da De Luca nel 2007 quando era sindaco del capoluogo campano. Il governatore era accusato di falso ideologico, abuso d’ufficio e reati urbanistici, e la procura aveva chiesto per lui una condanna a 2 anni e 10 mesi.

 

Nel 2007 l’allora sindaco De Luca decise di rilanciare il lungomare di Santa Teresa, ai tempi in condizioni di completo degrado: un insieme di baracche e capannoni decadenti, via vai di prostitute e spacciatori di droga, una spiaggia inaccessibile per la presenza di barriere architettoniche da entrambi i lati. De Luca affidò il progetto a uno dei più noti architetti a livello internazionale, il catalano Riccardo Bofill. Ne venne fuori un piano di riqualificazione urbanistica che comprendeva l’abbattimento delle baracche, la riconsegna ai salernitani di 500 metri del proprio lungomare (stavolta aperto a nord verso la costiera amalfitana e a sud verso quella cilentana), la costruzione di una piazza monumentale ad anfiteatro aperta sul mare, un grande parcheggio sotterraneo e soprattutto un grande edificio a semicerchio chiamato “Crescent”, con una galleria commerciale porticata e i piani superiori per uso residenziale. Un addio alla fatiscenza e al degrado e un benvenuto al turismo, alla modernità e alla crescita economica. 

 

 

Purtroppo, come si sa, in Italia iniziative di questo tipo vengono quasi sempre accolte da resistenze. Così l’opera viene subito contestata da alcuni comitati cittadini (dagli emblematici nomi “No Crescent” e “Italia Nostra”), movimentati da avvocati di paese e attivisti mascherati da ingegneri ed esperti ambientali, che protestano per la costruzione di un “ecomostro” e denunciano presunte irregolarità nell’iter per la sua realizzazione. In alcuni comunicati, gli attivisti fanno persino riferimento alla distruzione di un “paesaggio urbano dal valore consolidato”, intendendo forse il mucchio di baracche in rovina (ben presente, però, nella memoria della maggioranza dei cittadini salernitani). Il bailamme di manifestazioni ed esposti messo in piedi dai comitati porta la procura ad aprire un’indagine su De Luca, alcuni componenti della giunta, tecnici comunali, il sovrintendente e i costruttori. Seguirà, nel 2013, anche il sequestro dell’opera (che sarà interamente sbloccata solo nel 2016). L’inchiesta va avanti, ma intanto i lavori riprendono: nel 2015 viene inaugurata la nuova spiaggia interamente ristrutturata, lo scorso agosto il porticato apre alla passeggiata dei salernitani e dei turisti (che apprezzano), mentre è ancora da concludere la costruzione del parcheggio e degli appartamenti.

 

Venerdì scorso il lieto fine anche in sede giudiziaria: tutti assolti. Una notizia importante anche sul piano politico, visto che una condanna avrebbe comportato per De Luca e quattro consiglieri regionali (all’epoca dei fatti contestati componenti della giunta comunale di Salerno) la sospensione dall’incarico in virtù della legge Severino, un mostro giuridico che impone la sospensione delle cariche politiche a livello locale anche solo per una sentenza di primo grado.

 

Un sospiro di sollievo per De Luca, uno smacco per i comitati e il Movimento 5 Stelle, che da sempre fomenta i gruppi pseudoambientalisti locali e che non ha esitato a porsi in ridicolo dopo la sentenza di assoluzione. La capogruppo del M5s nel consiglio regionale campano, Valeria Ciarambino, ha infatti notato che De Luca sarà anche stato assolto dai giudici, ma da tempo deve fare i conti con “la condanna emessa dal tribunale dei cittadini e degli elettori della Campania”, e ha poi ironizzato sul tempo perso dal governatore tra “frequenti riunioni coi suoi legali per guai giudiziari che ancora si porta dietro” e “incalcolabili giornate nelle vesti di imputato consumate nelle aule di tribunale”. Portano De Luca in tribunale e poi lo accusano di passare troppo tempo con gli avvocati. Sì Crescent, sì Neuro.

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Commenti all'articolo

  • luigi.desa

    02 Ottobre 2018 - 11:11

    Serpenti come Travaglio dovrebbero essere querelati sempre ,a prescindere ,anche se poi la azione fosse giudicata temeraria e rigettata .Certo dovrebbero esercitarla persone con quattro baiocchi e non un nulla tenente. Lo stesso con le Jene ed altri diffamatori professionali.

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  • Santiago

    01 Ottobre 2018 - 20:08

    La diffamazione che ha dovuto subire De Luca (che è uno Straordinario Amministratore) è un esempio da manuale del metodo di lavoro casaleggio-travaglio-santoro. Ripercorrerne la storia dal 2009 ad oggi, sarebbe una cosa molto istruttiva per capire che gente pericolosissima per la Democrazia, siano questi della casaleggio-fattoquotidiano-santoro. Processo IDEAL-STANDARD (quello per cui fu dichiarato dalla bindi un impresentabile), dopo 13 anni senza fare una udienza, alla prima udienza, l'accusa chiede di archiviare perchè non è riuscita a trovare il reato. Processo MCM: Dopo 8 anni di processo, i Giudici riconoscono che la convenzione stipulata era molto vantaggiosa per i Cittadini di Salerno. Ergo, De L. avrebbe meritato una medaglia, altro che processo. travaglio su questi due Processi ci fece 10 monologhi da santoro e cento articoli sul giornaletto. (il tutto ovviamente, nella migliore tradizione giornalistica, senza possibilità di replica per la controparte).

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  • Santiago

    01 Ottobre 2018 - 20:08

    La Storia ve la racconto io, che sono di quelle parti e che negli anni ho visto la rinascita di Salerno grazie alla straordinaria Capacità Amministrativa delle giunte DE LUCA. Nel 2009 De L. si candidò alla Presidenza della Regione, Anche i grilli candidarono fico. De L. nella coalizione c'era pure Di Pietro. A quel tempo i grilli avevano dato una mano a Di Pietro alle Europee, il suo Sito internet era gestito dalla casaleggio e i grilli volevano assolutamente che Di Pietro facesse l'alleanza con loro e non con DE LUCA. Partì così l'azione diffamatoria da parte di travaglio, santoro e casaleggio nei confronti di De Luca per costringere Di Pietro a sciogliere l'alleanza. Il sito internet di Di Pietro, nel giro di un'ora e per giorni e giorni interi, fu sommerso da falsi account della casaleggio che insultavano il "bandito" De Luca e minacciavano Di Pietro di non votarlo più. travaglio invece diffamava attraverso i monologhi televisivi. De Luca sbottò e mandò a quel paese trav. e sant

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  • carlo schieppati

    01 Ottobre 2018 - 19:07

    E' un puro caso che l'abbiano assolto. Avrebbeto potuto anche condannarlo, perchè la decisione è del tutto arbitraria. Io non capisco come si possano prendere sul serio le sentenze della magistratura italiana. p.s.: Trasmettete l'audio di ciò che dice De Luca dei senegalesi di Salerno: da lì capite se ci può ancora essere una speranza per il PD. Viva De Luca!

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