“Piove sindaco assassino”

L’enormità della condanna di Marta Vincenzi a Genova non indigna nessuno

23 Marzo 2018 alle 20:40

“Piove sindaco assassino”

Marta Vincenzi (foto LaPresse)

Marta Vincenzi, che è stata presidente della provincia e poi sindaco di Genova può non essere simpatica, può persino essere considerata politicamente poco accorta, come sembra dimostrare il modo in cui al termine del suo mandato ha perso le primarie del suo partito. Ma non è un’assassina. Invece la Corte d’appello della sua città ha confermato la condanna, già inflitta in primo grado, per omicidio colposo, disastro e falso. La vicenda cui si fa riferimento è un’alluvione improvvisa e violenta, come quelle che spesso colpiscono la città della Lanterna, chiusa tra le montagne e il mare e attraversata da torrenti che in caso di piogge particolarmente consistenti diventano incontrollabili. Il 4 novembre del 2011 morirono quattro donne genovesi, tre delle quali erano uscite durante la tempesta per andare a prendere i figli a scuola, visto che i presidi avevano deciso, forse improvvidamente, di rimandare gli alunni a casa. E’ stata una tragedia gravissima, ma perché è diventata un omicidio di cui considerare colpevoli la prima cittadina e alcuni assessori e funzionari? Potevano, anzi dovevano prevedere quel che sarebbe successo? Questo è il parere della magistratura che però sembra fondato sul solito pregiudizio che cerca sempre di addossare la responsabilità a chi ricopre cariche politiche. Si arriva al “piove sindaco assassino”. Si tratta di un’enormità che dovrebbe sollevare critiche e indignazione. Ma nessuno se ne cura, segno che ormai il paradigma giustizialista è diventato senso comune, anche se contrario al buon senso. Resta solo da sperare che la Cassazione cancelli questa sentenza ricordando che la responsabilità penale è personale e che per essere condannati per omicidio bisogna essere davvero personalmente responsabili, e non soltanto simboli politici.

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Commenti all'articolo

  • luciano_avogadri

    24 Marzo 2018 - 13:01

    Meno male che trovo qualcuno che resta scandalizzato di fronte a questa sentenza da matti. Per chi facesse ancora finta di non capirla, confondere la responsabilità politica (del Sindaco) con la responsabilità operativa (dei Dirigenti), anche al di là del fatto di chi può impedire o meno la pioggia, alza almeno il dubbio su una certa malafede da parte di Magistrati che su questo equivoco ci marciano.

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  • giantrombetta

    24 Marzo 2018 - 08:08

    L’irresponsabilita amministrativa, civile e infine penale di sindaci e amministratori pubblici e’ nei fatti uno dei gravi problemi dei nostri tempi. Basterebbe applicare loro le norme che si applicano in tutte le imprese e in tutte le aziende, mancata prevenzione compresa. Per non parlare del privato: se un tegola di casa mia cade in testa ad un ospite a causa del vento ne sono giuridicamente responsabile. E pago. Gli amministratori pubblici sono in generale esentati da qualsiasi responsabilità.

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    • CohleandHart

      24 Marzo 2018 - 13:01

      Ma quella di cui lei parla è la responsabilità da cose in custodia (la casa e la tegola) quindi non c'entra proprio niente. Siamo alla follia se un politico eletto è responsabile (per colpa?) della pioggia e degli altrui comportamenti. Follia pura.

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  • guido.valota

    24 Marzo 2018 - 01:01

    Queste barbarie sono solo l'antipasto di quello che ci verrà servito. Gli apprendisti stregoni hanno allevato e poi liberato la bestia assetata di sangue (e dei soldi degli altri), ormai devono stare al suo gioco.

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  • carlo.trinchi

    23 Marzo 2018 - 23:11

    Il popolo lo vuole e la giustizzia non è più giustizia.

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