europa ore 7
Dieci anni dopo la Brexit i britannici si sono pentiti
Per un sondaggio dell'European Council on Foreign Relation, i cittadini britannici di ogni schieramento politico (compresi quelli che sostengono il partito di Nigel Farage) oggi ritengono che la decisione di lasciare l'Ue abbia avuto un impatto "negativo" sul loro paese

Foto ANSA
Il 23 giugno del 2016 il Regno Unito votò il referendum Brexit. Il 24 giugno dello stesso anno, gli europei si risvegliarono sotto choc per la scelta degli elettori britannici di andarsene dall'Ue. A dieci anni di distanza, secondo un sondaggio pubblicato ieri dall'European Council on Foreign Relation, i cittadini britannici di ogni schieramento politico – compresi quelli che sostengono il partito di Nigel Farage UK – oggi ritengono che la decisione di lasciare l'Ue abbia avuto un impatto "negativo" sul loro paese, dal costo della vita (66 per cento di opinioni negative) all'economia (65 per cento), dalle opportunità per i giovani (57 per cento) alla lotta all'immigrazione clandestina (56 per cento).
Quando è stato chiesto loro di identificare i principali benefici della Brexit, la risposta più comune, è stata "non so", seguita da "nessuna delle precedenti". Il 57 per cento degli intervistati ritiene che sia stato "sbagliato" per il Regno Unito lasciare l'Ue. Complessivamente, il 75 per cento degli elettori britannici dice di voler un rapporto più stretto con l'Ue. Tre quarti dell'elettorato ora desidera legami più stretti con l'Ue. Il 57 per cento degli elettori che nel 2016 votarono per l'uscita dall'Ue ora è disposto ad accettare la libera circolazione. Solo il 66 per cento degli elettori che hanno votato per la Brexit oggi afferma che voterebbe per rimanere fuori dall'Ue in un eventuale nuovo referendum.
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