La falsa buona idea della finlandizzazione dell'Ucraina

Convincere Zelensky e la maggioranza degli ucraini a fare autonomamente una scelta sovrana a favore della neutralità
15 FEB 22
Ultimo aggiornamento: 17:32
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Nelle cerchie diplomatiche dell'Unione europea circola sempre più l'idea che l'uscita dalla crisi di sicurezza della Russia passi dalla finlandizzazione dell'Ucraina. Che cosa significa? Come la Finlandia durante la Guerra Fredda, l'Ucraina dovrebbe avere lo status di paese neutrale tra la Russia e la Nato. Sarebbe un modo per offrire a Vladimir Putin delle garanzie di sicurezza, senza fare concessioni ufficiali su quegli impegni scritti (e giuridicamente vincolanti) sui futuri allargamenti dell'Alleanza atlantica che il presidente russo esige per non andare avanti con la minaccia di invasione.
Grazie alla finlandizzazione dell'Ucraina, la facciata di due principi chiave per l'occidente - la politica della porta aperta della Nato e il rispetto delle scelte sovrane sulle alleanze di sicurezza - verrebbe preservata. Lunedì, durante il suo viaggio a Mosca per incontrare Putin, Emmanuel Macron ha ammesso che la finlandizzazione è “uno dei modelli sul tavolo”. Le parole del presidente francese hanno sollevato diverse reazioni (non ultimo le proteste della Finlandia). Il giorno dopo a Kiev Macron ha rinnegato di aver usato quell'espressione. In effetti era una risposta a una domanda di un giornalista. Ma la questione della neutralità è posta. Buona o cattiva idea? Tutto dipende da quale forma prende la finlandizzazione dell'Ucraina.
Una delle ipotesi per bloccare di fatto le aspirazioni occidentali di Kiev (la cattiva idea) passa dall'interpretazione che fa la Russia degli accordi di Minsk. Per Putin sarebbe una vittoria maggiore: con una riforma costituzionale, verrebbe concesso alle repubbliche separatiste del Donbass un potere di veto su alcune scelte interne e internazionali dell'Ucraina. In realtà, il potere di veto sarebbe nelle mani di Mosca che controlla i separatisti delle regioni russofone. Francia e Germania flirtano da tempo con questa idea, ma è inaccettabile per il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ma anche per gli Stati Uniti. Inoltre, difficilmente potrebbe essere considerata una scelta in linea con il rispetto della sovranità dell'Ucraina
La seconda ipotesi (la buona idea) è di convincere Zelensky e la maggioranza degli ucraini a fare autonomamente una scelta sovrana a favore della neutralità. L'Ucraina non entrerà nella Nato in un prossimo futuro. Diversi stati membri dell'Alleanza sono contrari. Ma ufficialmente non lo possono dire per non violare il principio della porta aperta e per non offrire su un piatto d'argento una vittoria a Putin. Finora l'Ucraina ha sempre espresso la sua aspirazione ad aderire alla Nato, ma senza mai presentare una richiesta formale. Kiev dovrebbe uscire da questa ambiguità, dichiarando unilateralmente che non ha intenzione di entrare nella Nato e che sceglie lo status della neutralità. Ma non è detto che Zelensky sia disposto a un gesto di questo tipo che equivale alla capitolazione. In realtà, alla fine, la buona idea potrebbe rivelarsi una falsa buona idea.
Finlandia e Ucraina sono due storie e due situazioni molto diverse. La Finlandia fece la scelta della neutralità dopo la Seconda guerra mondiale per timore della vicina Unione Sovietica, ma la fece da nazione sovrana, democratica, con un'economia liberale e con la possibilità avvicinarsi ad altre strutture occidentali come la Comunità economica europea. L'Ucraina è una democrazia alle prime armi ed è soprattutto un paese cui è stato sottratto parte del territorio (la Crimea annessa dalla Russia), con un conflitto al suo interno e un'occupazione di fatto da parte di una potenza straniera, minacciato militarmente da oltre 100 mila soldati russi alle sue frontiere. In queste condizioni, la scelta della neutralità non sarebbe libera. Difficilmente Kiev potrebbe aspirare a entrare nell'Ue, o anche solo a collaborare, senza provocare una nuova reazione militare russa. L'annessione della Crimea e il conflitto del Donbass erano la risposta alla rivoluzione di Maidan del 2014 a favore dell'accordo di associazione Ue-Ucraina. Putin considera l'Ucraina parte della Russia. Lo status a cui pensa Putin è più quello della Bielorussia che della Finlandia.

In ogni caso, anche la finlandizzazione della Finlandia non fu tutta rose e fiori. Lo storico George-Henri Soutou, nel suo libro "La Guerre froide" ricorda che il concetto di finlandizzazione "descrive il processo attraverso il quale l'Urss potrebbe prendere il controllo della politica estera di un paese europeo senza trasformazione del suo regime interno", come invece era accaduto con i paesi del Patto di Varsavia. Il prezzo della neutralità (e del mantenere un sistema democratico e un'economia liberale) era stato l'allineamento della politica estera della Finlandia a quella del Cremlino. Non è un caso se la richiesta di entrare nell'Ue e l'adesione della Finlandia avvennero solo dopo la caduta dell'Unione Sovietica.
Buongiorno! Sono David Carretta e questa è Europa Ore 7 di giovedì 10 febbraio, realizzato con Paola Peduzzi e Micol Flammini, grazie a una partnership con il Parlamento europeo.
Accade oggi in Europa
– Commissione: conferenza stampa del commissario Gentiloni sulle previsioni economiche d'inverno
– Presidenza francese dell'Ue: riunione informale dei ministri della Sanità
– Commissione: visita della presidente von der Leyen e dei commissari Vestager, Breton, Johansson, Urpilainen e Simson in Senegal
– Commissione: discorso della vicepresidente Jourova alla Terza conferenza globale per la libertà dei media
– Commissione: il commissario Gentiloni partecipa al Finance Summit 2022 di Politico
– Consiglio: riunione del Comitato politico e di sicurezza
– Banca centrale europea: conferenza stampa di Andrea Enria e Frank Elderson sul processo di supervisione bancaria SREP del 2021
– Eurostat: dati sul numero di voli commerciali a gennaio 2022; dati sull'inclusione sociale dei giovani nel 2020