Il mondo contro Trump (ma non tutto allo stesso modo)

Dal Papa a Merz, da Sanchez a Meloni: la settimana che ha visto l'amministrazione americana tentare di ricucire con il Vaticano ha illuminato quante varianti dell'anti-trumpismo esistano nel mondo. E ha ricordato chi, invece, non figura tra i critici

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9 MAY 26
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Foto Ap, via LaPresse

La settimana che è appena trascorsa ha avuto al centro di tutto un tema internazionale che ha sfiorato direttamente l'Italia: il tentativo da parte di un pezzo dell'Amministrazione americana di ricucire con il Vaticano, dopo le ripetute sparate indirizzate a Papa Leone XIV da Donald Trump. Un pezzo dell'opinione pubblica internazionale, quella meno sensibile al verbo trumpiano, ha trasformato il Pontefice in uno degli argini mondiali del trumpismo, anche con buone ragioni (Trump, evidentemente, non sopporta che vi sia un americano che nel mondo abbia più potere di Donald). Ma il dialogo a distanza tra Trump e il Papa, sul tema dell'Iran, e non solo quello, ha avuto anche un altro effetto collaterale: aggiungere alla costellazione dell'anti trumpismo una nuova stella. Se ci si riflette un istante, il battibecco tra Trump e il Papa non ha fatto altro che illuminare la presenza infinita di numerose varianti dell'anti trumpismo. Nessuno può essere considerato al livello del Pontefice, come autorevolezza delle posizioni, ma tra i non trumpiani in giro per il mondo vi sono molte sfumature. C'è l'anti trumpismo di sinistra, socialdemocratico, modello Sanchez, che contesta Trump qualsiasi cosa faccia. C'è l'anti trumpismo liberale, di stampo europeista, che vede in Trump una minaccia ma anche un'opportunità per far crescere l'Europa. C'è l'anti trumpismo conservatore, modello Merz, che ha fatto dell'anti trumpismo una chiave per smascherare gli impostori della destra liberale. C'è l'anti trumpismo alla Meloni, che più che anti trumpismo potremmo definire un non trumpismo, che si adatta alle circostanze, e che valuta caso per caso quando essere non allineati a Trump e quando esserlo. C'è l'a-trumpismo delle destre estreme che si vergognano di Trump, come i lepenisti francesi. Molte sfumature e una certezza. Tra gli allineati a Trump che spiccano, oltre naturalmente a Benjamin Netanyahu che con Trump combatte contro gli ayatollah in Iran, ce n'è uno che dovrebbe insospettire. Di nome si chiama Vladimir. Di cognome Putin. Un caso? Chissà.
   
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