La rete globale del putinismo. “Ma per Putin, Meloni non è un’alleata”, dice Shekhovtsov

Il politologo ucraino legge l’attacco di Solovyov come il segnale di una distanza crescente tra il Cremlino e il governo italiano. Dalle destre europee a Trump, i rapporti della Russia con i sovranismi e la sinistra radicale: “Mosca punta a un mondo di autocrazie illiberali”



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8 MAY 26
Ultimo aggiornamento: 01:41 PM
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Politologo ucraino, visiting senior fellow at Central European University (Vienna) e membro del board di “Fascism: Journal of Comparative Fascist Studies”, nel 2017 Anton Shekhovtsov pubblicò il libro “Russia and the Western Far Right: Tango Noir”, dove spiegava che “nazista” nel linguaggio politico russo significa essenzialmente “anti-russo”, e quindi un partito di estrema destra che si mette dalla parte di Putin cessa di essere considerato tale. Per questo Putin stava sviluppando rapporti con le estreme destre a tutto spiano. Anche Giorgia Meloni e Fratelli d’Italia hanno avuto per un po’ questa fascinazione. E anche di recente Giorgia Meloni ha sostenuto un personaggio come Viktor Orbán. Come mai ora questo duro attacco di Vladimir Solovyov proprio a Giorgia Meloni? “Non è stato Putin direttamente ad attaccare la Meloni, ma questo propagandista, Vladimir Solovyov. Non credo che Putin lo abbia appoggiato direttamente. Allo stesso tempo, posso dire che chiaramente Putin non considera la Meloni un alleato, nonostante avesse appoggiato anche Orbán. Il Cremlino non vede l'Italia, o almeno l'attuale governo italiano, e soprattutto la Meloni, come un amico o un alleato”. In effetti al Parlamento Europeo c‘è una chiara divisione tra gruppi sovranisti pro-Putin e anti-Putin. Giorgia Meloni sta con i secondi, però il suo alleato Salvini è con i primi. Nel governo Meloni c’è anche la Lega di Salvini, che al momento dell’attacco di Solovyov stava riproponendo di comprare gas russo, e che è rimasta spiazzata. “Probabilmente il Cremlino ha ancora qualche rapporto con la Lega di Salvini, ma la Lega non gioca alcun ruolo significativo nella politica estera italiana, e in questo momento non è neanche molto forte politicamente. Quindi, non può offrire alcun aiuto alla Russia. L'Italia, con Giorgia Meloni, si trova in uno schieramento, che non è amico di Mosca. Forse non è apertamente nemica della Russia, ma appoggia l'Ucraina”. Esiste un rapporto solido tra Putin e la destra sovranista, ma esistono anche forti simpatie per Putin nell’estrema sinistra, come abbiamo rivisto in Italia nelle vicende dell’ultimo 25 aprile. Adesso c’è stato a Mosca questo incontro del Sovintern che cerca di creare una internazionale filo-Putin a sinistra. Ma è possibile far convivere queste due cose nel lungo periodo? “Non è direttamente il governo di Mosca che promuove queste iniziative, ma i cosiddetti partiti di sistema all'interno della Duma di stato. C’è il Partito comunista russo, che sorprendentemente ha cercato di avvicinarsi anche all'estrema destra europea. E c’è questo partito chiamato Russia Giusta che ha promosso questa iniziativa del Sovintern. Non la prima, immagino. Ma credo che il loro obiettivo principale non sia l'Europa, bensì il cosiddetto Sud globale. Vogliono posizionare la Russia, o rafforzare la posizione della Russia, come leader del fronte antimperialista del Sud globale contro l'Occidente. In realtà, non credo che possa avere davvero successo. La cooperazione della Russia con il Sud globale non è politica. Stanno piuttosto cercando di investire economicamente, o di agire usando la loro forza militare, ad esempio, con l'Afrika Korps o il Ministero della Difesa russo. Ma non c'è un aspetto ideologico in questa cooperazione. Russia Giusta sta cercando di introdurlo, ma non credo che la maggioranza delle forze politiche del Sud del mondo ne sarebbe interessata. Non è necessario. Alla gran parte di queste forze non interessa costruire il socialismo, e quell’estrema sinistra europea cui apparentemente questa nuova iniziativa mira, non è molto forte. Ma è possibile che la sinistra e la destra pro Putin convergano alla fine in un movimento di rosso-brunismo globale? “No. Queste coalizioni nazionali bolsceviche o rosso-brune, sono possibili, ma solo a un livello molto marginale. Alla fine, se parliamo di progetti politici, sono abbastanza chiaramente collocati o all'estrema destra o all'estrema sinistra”. E Trump? Hanno un qualche possibile fondamento le accuse secondo cui sia stato un agente russo, o sia comunque sotto ricatto di Mosca? “Non ho informazioni riservate, ma credo che Putin e Trump siano due autocrati profondamente illiberali e antidemocratici. Per Trump, Putin è un modello funzionante di come si possa prendere un paese piuttosto grande, e trasformarlo in un'autocrazia, dove le elezioni non contano più. E per Putin Trump è semplicemente utile per trasformare il mondo intero in un mondo di autocrazie senza rispetto per i diritti umani, per l'ordine internazionale e per le organizzazioni multilaterali”.