Trump sospende l'operazione "Project Freedom" a Hormuz. Trattativa su un memorandum

Il presidente americano congela l'operazione militare invocando "grandi progressi" nelle trattative. Ma la mossa potrebbe rispondere anche a una scadenza interna. Prosegue il blocco navale. Secondo Axios, Stati Uniti e Iran vicini a un'intesa che apra trenta giorni di negoziati. Risposta di Teheran attesa nelle prossime 48 ore

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6 MAY 26
Ultimo aggiornamento: 10:40 AM
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Donald Trump ha annunciato la sospensione temporanea del Project Freedom, l’operazione militare lanciata dagli Stati Uniti per garantire il passaggio delle navi commerciali nello Stretto di Hormuz, uno dei corridoi marittimi più strategici al mondo per il trasporto di petrolio e gas. "Su richiesta del Pakistan e di altri paesi, in considerazione del formidabile successo militare conseguito durante la campagna contro l'Iran e del fatto che sono stati compiuti grandi progressi verso un accordo completo e definitivo con i rappresentanti iraniani, abbiamo concordato reciprocamente che il Project Freedom sarà sospeso per un breve periodo, al fine di verificare se l'accordo possa essere finalizzato e sottoscritto", ha scritto Trump su Truth Social, precisando che il blocco navale rimane "pienamente in vigore ed efficace".
L'operazione, annunciata solo tre giorni fa, prevedeva la scorta armata delle navi commerciali attraverso lo stretto dopo settimane di tensioni nella regione. Gli Stati Uniti avevano dispiegato nell'area cacciatorpediniere lanciamissili, oltre cento mezzi aerei e navali, droni e circa quindicimila militari sotto il coordinamento del Centcom. Quasi ventitremila marinai a bordo di navi battenti bandiera di 87 paesi risultano ancora bloccati nel Golfo Persico.

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Da Teheran, la sospensione è stata letta come un segnale di difficoltà americana. Le agenzie Tasnim e Isna hanno parlato di una "marcia indietro" di Washington, sostenendo che gli Stati Uniti non avrebbero raggiunto gli obiettivi previsti. Il segretario di Stato Marco Rubio ha risposto invitando Teheran ad "accettare la realtà della situazione" e a proseguire i negoziati.

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C'è però un'altra chiave di lettura, più procedurale. L'Amministrazione Trump si trova sotto pressione per come inquadra il conflitto davanti al Congresso, a causa del War Powers Resolution Act, che obbliga il presidente a chiedere l'approvazione formale del Parlamento per le operazioni militari entro sessanta giorni dall'inizio delle ostilità. Alla vigilia della scadenza di quel termine, un alto funzionario dell'amministrazione aveva dichiarato che gli Stati Uniti avevano "terminato" le ostilità con l'Iran a partire dal fragile cessate il fuoco dell'8 aprile. La sospensione del Project Freedom potrebbe dunque rispondere anche all'esigenza di non dover formalizzare davanti al Congresso un'operazione militare in corso.
Secondo un'esclusiva di Axios, inoltre, la Casa Bianca ritiene di essere vicina a un accordo con l'Iran su un memorandum d'intesa di una pagina che dichiari la fine della guerra e apra un periodo di trenta giorni di negoziati su un'intesa più dettagliata. Tra le clausole in discussione: un impegno iraniano a una moratoria sull'arricchimento dell'uranio, la revoca delle sanzioni americane con il rilascio di miliardi di dollari in fondi iraniani congelati, e la riapertura graduale dello stretto per entrambe le parti. Washington si aspetta risposte di Teheran su diversi punti chiave nelle prossime quarantotto ore. Nulla è ancora definito, ma le fonti citate da Axios affermano che le parti non erano mai state così vicine a un'intesa dall'inizio del conflitto.