Economia, jet e visti. Perché Erdogan ha tolto il veto per l'adesione della Svezia alla Nato

Il presidente turco ha cercato di trarre il meglio dall'accordo tra Svezia, Stati Uniti e Unione europea, ma nonostante il suo bazar, ha permesso la realizzazione di un passo importantissimo per l’occidente e catastrofico per Putin: l’allargamento dell'Alleanza
di
25 JUL 23
Ultimo aggiornamento: 07:43 AM
Immagine di Economia, jet e visti. Perché Erdogan ha tolto il veto per l'adesione della Svezia alla Nato
Riguardo le concessioni da parte dell’occidente, Erdogan sa di poter ottenere molto, soprattutto da Washington, che anche per la competizione con Cina e Russia non può mantenere la sua politica di distanziamento sociale nei confronti di Erdogan: per questo poche ore dopo il via libera alla Svezia nella Nato, l’Amministrazione Biden ha annunciato che procederà con il trasferimento degli aerei da combattimento F-16 alla Turchia – una condizione fondamentale per Ankara per dire “sì” all’allargamento, pure se i due paesi hanno sempre detto che le due questioni non erano legate. Parlando in tv, prima di partire per il vertice della Nato, il presidente turco ha legato per la prima volta l’adesione della Svezia all’Alleanza con la candidatura della Turchia all’Unione europea, in stallo dal 2018: Erdogan, in crisi economica con un’inflazione in aumento e riserve estere totalmente esaurite, potrebbe essere arrivato alla conclusione che il denaro russo non sia sufficiente e che sia importante per la Turchia il ritorno di investitori occidentali.
Anche nella dichiarazione congiunta per l’entrata della Svezia nell’Alleanza atlantica fa riferimento al processo di adesione congelato della Turchia all’Ue, con Stoccolma che esprime “sostegno agli sforzi per rilanciare i colloqui di adesione”. Secondo gli esperti, Erdogan stesso sa quanto sia lontano per la Turchia lo status di membro dell’Unione e potrebbe persino non volerlo davvero, ma due sono i punti collegati all’Ue a cui Ankara punta, e anche questi sono contenuti nella dichiarazione congiunta di lunedì, per cui Stoccolma promette di “sostenere attivamente gli sforzi”: la modernizzazione dell’unione doganale Ue-Turchia e la liberalizzazione dei visti. Il primo sosterrebbe il commercio con i paesi europei e il secondo consentirebbe ai cittadini turchi di viaggiare più facilmente nell’Ue, un tema ormai ricorrente sui social media turchi a causa di dinieghi di visto apparentemente arbitrari da parte dei paesi europei. Erdogan ha cercato di trarre il meglio da questo accordo tra Svezia, Stati Uniti e Unione europea, ma nonostante il suo bazar, ha permesso la realizzazione di un passo importantissimo per l’occidente e catastrofico per Putin: l’allargamento dell’Alleanza.