Rahimullah Haqqani 

In Afghanistan

Lo Stato islamico uccide un chierico talebano favorevole ai diritti delle donne

Luca Gambardella

Rahimullah Haqqani accusava il regime (di cui faceva parte) di perdere tempo con l'hijab invece di risolvere i problemi veri. E' morto a Kabul con una bomba nascosta dentro alla protesi di una gamba dell'attentatore

Giovedì a Kabul un attentatore suicida dello Stato islamico si è fatto esplodere uccidendo Rahimullah Haqqani, un ideologo di alto livello dei Talebani che sosteneva il diritto allo studio delle donne afgane. L’attacco è stato sferrato in una madrasa della capitale dell’Afghanistan.  “E’ con profonda tristezza che informiamo della morte di Rahimullah Haqqani, martirizzato in un codardo attacco dei nemici”, ha annunciato Bilal Karimi, portavoce dei talebani.  L’attentato è stato rivendicato in un comunicato dello Stato islamico della provincia di Khorasan (Isis-K) in cui si dice che il nome di battaglia dell’attentatore è Khalid al Logari. Haqqani era un esponente di alto livello del regime, molto protetto perché era già sfuggito a due attentati sferrati dall’Isis-K, l’ultimo dei quali nel 2020, con una bomba fatta esplodere in una madrasa di Peshawar, in Pakistan. In quell’occasione, morirono sette persone.    

   

 

A dispetto del cognome, Rahimullah non apparteneva al noto clan dei Haqqani, ma era comunque un chierico che sosteneva apertamente il regime dei Talebani e che aveva condannato più volte lo Stato islamico. Tuttavia, era diventato uno dei volti ripuliti del regime da quando,  un anno fa, gli americani si erano ritirati dall’Afghanistan. Le sue posizioni più aperte a proposito dei diritti delle donne avevano suscitato l’interesse di diversi media internazionali. Lo scorso maggio,  aveva concesso un’intervista alla Bbc in cui spiegava che “tutti i testi religiosi affermano che l’educazione femminile è permessa e obbligatoria” e che “non esiste alcuna giustificazione nella sharia che affermi il contrario. Nessuna”. Haqqani aveva anche emesso una fatwa a sostegno dei diritti delle donne, criticando gli stessi talebani per essersi focalizzati troppo sull’imposizione del velo alle donne, piuttosto che su altre questioni più urgenti.

 

Le dinamiche dell’attacco sono ancora da chiarire. L’esplosivo sarebbe stato piazzato dentro la protesi di una gamba dell’attentatore e, secondo fonti anonime dei Talebani citate da Reuters, sarebbe riuscito ad avvicinarsi fin dentro allo studio di Haqqani. “Stiamo investigando su come sia stato possibile e chi abbia portato  lì l’attentatore”, ha detto la fonte. 

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  • Luca Gambardella
  • Sono nato a Latina nel 1985. Sangue siciliano. Per dimenticare Littoria sono fuggito a Venezia per giocare a fare il marinaio alla scuola militare "Morosini". Laurea in Scienze internazionali e diplomatiche a Gorizia. Ho vissuto a Damasco per studiare arabo. Un paio di tirocini al ministero Affari esteri e al Parlamento europeo, abbastanza per capire che dovevo fare altro. Nel 2012 sono andato in Egitto e ho iniziato a scrivere di Medio Oriente e immigrazione come freelance. Dal 2014 lavoro al Foglio.it