Il discorso di Sassoli per il premio Sakharov a Navalny
"Lo hanno minacciato, maltrattato, avvelenato, arrestato, incarcerato, ma non sono riusciti a metterlo a tacere. È un prigioniero politico. Il Parlamento europeo non risparmierà gli sforzi per sostenere le battaglie e per proteggere lui e gli altri vincitori del premio"
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15 DEC 21
Ultimo aggiornamento: 11:49 AM

Ecco il testo integrale del discorso del presidente del Parlamento europeo David Sassoli alla cerimonia di conferimento del premio Sakharov per la libertà di pensiero 2021
Signore e signori,
onorevoli colleghi,
onorevoli colleghi,
oggi siamo qui riuniti per conferire il premio Sakharov per la libertà di pensiero ad Alexei Navalny. La sedia vuota in questo emiciclo sta a simboleggiare, ancora una volta, un vincitore privato della libertà. Con nostro profondo rammarico, Alexei Navalny non può essere qui con noi oggi, perché è ingiustamente detenuto in carcere.
Sono però onoratissimo di avere con noi Daria Navalnaya, figlia di Alexei Navalny, che oggi è qui per rappresentarlo, e il suo capo di Gabinetto, Leonid Volkov. È con noi anche Kira Yarmysh, addetta al suo ufficio stampa. A nome del Parlamento europeo, vorrei esprimere a tutti voi il nostro benvenuto e ringraziarvi di essere qui.
Il 2021 è l'anno in cui ricorre il centenario di Andrei Sakharov. La sua lotta pacifica per promuovere i diritti umani e il suo coraggio nell'affrontare il regime sovietico repressivo e brutale hanno ispirato il premio che oggi stiamo per attribuire.
Andrei Sakharov sarebbe forse triste e al tempo stesso orgoglioso di sapere che, a più di 30 anni dalla caduta del comunismo, il premio che porta il suo nome è conferito ad Alexei Navalny, un suo compatriota.
Se la tristezza può essere motivata dal fatto che oggi il regime politico russo è colpevole di reprimere le organizzazioni della società civile, limitare la libertà dei media e di mettere in prigione gli oppositori politici, senza alcun dubbio Sakharov sarebbe orgoglioso della determinazione con cui Alexei Navalny sta lottando per i diritti umani e le libertà fondamentali.
Il coraggio dimostrato da Alexei Navalny desta stupore e ammirazione. Lo hanno minacciato, maltrattato, avvelenato, arrestato, incarcerato, ma non sono riusciti a metterlo a tacere. Ha lottato instancabilmente per il popolo russo, in veste di attivista contro la corruzione, candidato politico, blogger e avvocato, per il diritto di far sentire la sua voce, di fare domande e di dissentire. O, in altre parole: per la libertà di pensiero e di espressione, sua e degli altri cittadini russi.
Come una volta lui stesso ha affermato, la corruzione prospera quando manca il rispetto dei diritti umani. E io credo che abbia ragione. La lotta alla corruzione è anche una lotta per il rispetto dei diritti umani universali; ed è certamente anche una lotta per la dignità umana, per il buon governo e per lo stato di diritto.
È per difendere questi principi che Alexei Navalny è stato privato della libertà e ha quasi perso la vita. È un prigioniero politico.
A nome del Parlamento europeo, chiedo il suo rilascio immediato e incondizionato.
A nome del Parlamento europeo, chiedo il suo rilascio immediato e incondizionato.
Come ogni anno, chiedo anche con urgenza il rilascio di tutti gli altri vincitori del premio Sakharov ancora in carcere: Ilham Tothi, Nasrin Sotoudeh, Aymara Nieto e Raif Badawi.
Sergei Tsikanousky e Mikalai Statkevich, due dei vincitori del 2020, sono stati ingiustamente condannati ieri dal regime illegittimo bielorusso, rispettivamente, a 18 e 15 anni di carcere. Tra le centinaia di prigionieri politici in Bielorussia ci sono anche quattro vincitori: Maria Kolesnikova e Ales Bialiatski.
Altri vincitori del premio Sakharov stanno subendo vessazioni. È il caso del dottor Mukwege, che si trova a far fronte a un allarmante aumento delle intimidazioni e delle minacce di morte. È anche il caso di Memorial, l'organizzazione vincitrice del premio nel 2009 nonché una delle voci più antiche e importanti a difesa delle libertà fondamentali in Russia, che è attualmente sottoposta a un processo di liquidazione.
In un mondo in cui i regimi autoritari e le forze populiste attaccano i diritti umani e compromettono le libertà fondamentali, tutti questi vincitori del premio Sakharov, e fra loro Alexei Navalny, stanno dimostrando a tutti noi, con il loro esempio, cosa significa non rinunciare mai a lottare per i diritti e le libertà. Sono una fonte di ispirazione per tutti coloro che sognano una società migliore e più giusta, in Russia e non solo. Il Parlamento europeo non risparmierà gli sforzi per sostenere le loro battaglie e per proteggerli.
Io e tutto il Parlamento europeo attendiamo con impazienza il giorno in cui Alexei Navalny potrà tornare al Parlamento europeo e ritirare di persona il premio Sakharov.