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Che cosa tenere d'occhio nelle elezioni in Gran Bretagna di oggi

Le circoscrizioni che possono decidere il voto inglese, le incognite più grandi (occhio a Londra) e le scommesse di Tory, Labour e Lib-dem

12 Dicembre 2019 alle 11:05

Che cosa tenere d'occhio nelle elezioni in Gran Bretagna di oggi

Boris Johnson al voto (LaPresse)

Londra. I seggi più ambiti dai conservatori sono concentrati nel nord dell’Inghilterra e hanno due caratteristiche: una lunga tradizione filo laburista e una maggioranza di elettori che sostiene la Brexit

 

La strategia dei Tory

Negli ultimi tre giorni della campagna elettorale il premier, Boris Johnson, si è recato nello Yorkshire, nelle Midlands e nel sud del Galles per convincere gli elettori incerti a votare per i Tory. I conservatori puntano a conquistare circa 40 collegi fortemente euroscettici e attualmente detenuti dal Labour con una maggioranza risicata

 

L'ex premier Theresa May aveva seguito la stessa strategia nel 2017, ma l’inaspettata resistenza del voto laburista aveva compromesso i suoi piani. 

  
Il prototipo Grimsby

Bisognerà tenere d’occhio i risultati di Grimsby, che è il prototipo del collegio che i conservatori sperano di conquistare. È una roccaforte laburista in cui i Tory non hanno mai vinto negli ultimi settantaquattro anni ma oltre due elettori su tre hanno votato per uscire dall’Ue nel 2016. Il premier si è recato in visita a Grimsby lunedì e spera che la Brexit possa spezzare il legame secolare con il Partito laburista.

    

  

  
Workington e il sud del Galles

Anche il risultato del seggio di Workington nella regione del Cumbria avrà un valore speciale per i due maggiori partiti. Negli ultimi mesi si è sentito molto parlare del “Workington Man”, l’elettore tipo che i conservatori sperano di convertire alla loro causa. La candidata del Labour Sue Hayman dovrà difendere una maggioranza di quasi 3 mila voti. I Tory sperano anche di rubare circa dieci seggi al Labour nel sud del Galles, un’altra zona euroscettica tradizionalmente ostile ai conservatori

     

 

Cosa succede in Scozia

Johnson si è concentrato poco sulla Scozia, una regione in cui era previsto un crollo dei Tory. I conservatori erano partiti con poche speranze a nord del confine, a causa della maggioranza anti Brexit e del dominio dei nazionalisti scozzesi dell’Snp che dovrebbero conquistare 41 seggi su 56 secondo YouGov. Ma i sondaggi vanno oltre le aspettative dei Tory. Il partito del premier dovrebbe vincere circa dieci seggi, un leggero calo rispetto ai tredici conquistati nel 2017 grazie alla guida carismatica di Ruth Davidson. Sarà interessante seguire il risultato del collegio di North East Fife, dove la deputata dell’Snp ha vinto con uno scarto di soli due voti nel 2017 rendendolo il seggio più marginale in Gran Bretagna. 

  

I collegi di Londra

E’ prevista una battaglia all’ultimo voto in molti collegi londinesi, dove i liberaldemocratici hanno candidato i loro esponenti più autorevoli. Sam Gyimah, ex ministro conservatore, si presenterà per i Lib Dems a Kensington, dove la candidata laburista Emma Dent Coad ha una maggioranza di soli 20 voti. I sondaggi proiettano i Lib-dem al primo posto in leggero vantaggio sui conservatori con il Labour al terzo posto. In questo seggio sarà decisivo il voto tattico, dato che la frammentazione dell’elettorato pro Remain tra Labour e Lib Dems potrebbe regalare la vittoria alla candidata dei Tory Felicity Buchan. Anche il seggio di Canterbury, conquistato dal Labour nel 2017 dopo decenni di dominio conservatore, può essere deciso dal voto strategico. Il Labour ha un vantaggio di soli 187 voti, e un buon risultato dei liberaldemocratici a spesa del Labour potrebbe regalare la vittoria ai Tory. I conservatori sperano di difendere la roccaforte di Westminster nel centro di Londra. Il deputato Chuka Umunna, ex giovane promessa del Labour, si è candidato con i Lib Dems nel distretto a maggioranza europeista dove è prevista una sfida serrata con la candidata dei Tory Nickie Allen. 

   

Il collegio di Finchley, zona a nord di Londra storicamente in mano ai Tory, sarà un altro scontro interessante per vari motivi. È uno dei quartieri in cui risiede la comunità ebraica londinese – che rappresenta il 23 per cento degli elettori del seggio – e oltre due abitanti su tre hanno votato per restare nell’Ue nel 2016. La reputazione del Labour è stata macchiata dalle accuse di antisemitismo, e il candidato Ross Houston è al terzo posto nei sondaggi. I favoriti per la vittoria sono Mike Freer, deputato conservatore in carica da nove anni, e la candidata dei Lib-dem Luciana Berger, ex laburista ebrea vittima di una campagna antisemita che l’ha convinta a lasciare il partito.

    

Anche nei quartieri a ovest di Londra, che nel 2016 hanno votato per restare nell’Ue, sono previste delle sfide intriganti. I Lib-dem sperano di conquistare Putney, quartiere pro Remain al 70 per cento e detenuto dall’ex ministra Justine Greening per gli ultimi 12 anni, dove è attesa una sfida a tre con Tory e laburisti. Inoltre, gli attivisti conservatori londinesi si sono concentrati negli ultimi giorni su Richmond, uno dei seggi più incerti della capitale. Alla candidata dei liberal democratici Sarah Onley bastano 45 voti per conquistare il seggio di Zac Goldsmith, ex candidato a sindaco di Londra e sottosegretario all’Ambiente nel governo Johnson. Il premier è sicuro di essere rieletto nel seggio londinese di Uxbridge, dove verrà sfidato dal laburista Ali Milani. Johnson è stato eletto con un margine rassicurante di 5 mila voti ma sarebbe un’umiliazione prendere meno consensi rispetto al 2017.

  

I candidati indipendenti

In quest’elezioni si sono presentati oltre dieci candidati indipendenti, la maggior parte dei quali hanno abbandonato i Tory o il Labour negli ultimi mesi. Per esempio Dominic Grieve, parlamentare conservatore per gli ultimi 22 anni, si è candidato nel collegio di Beaconsfield senza l’appoggio del suo partito che lo ha espulso a settembre per avere approvato una legge contro il no deal. Il risultato della sfida tra Grieve e il conservatore Joy Morrissey sarà fondamentale. L’ex parlamentare dei Tory ha una grande esperienza e ha svolto un ruolo fondamentale a Westminster negli ultimi due anni, proponendo alcune delle leggi più importanti contro il no deal. 

 

L’ex conservatore David Gauke, già ministro della Giustizia nel governo May, affronta la stessa situazione nel collegio di South West Hertfordshire che ha rappresentato negli ultimi quindici anni. Gauke ha ricevuto il sostegno di molti ex conservatori di peso tra cui Chris Patten e George Osborne, e spera di essere rieletto senza il sostegno del suo ex partito. L’elezione dei candidati indipendenti priverebbe i conservatori di collegi sicuri, che hanno rappresentato per molti anni. Inoltre, la loro presenza in Parlamento sarebbe una minaccia costante per il governo, specialmente se Johnson dovesse perseguire il no deal nei prossimi anni. Gli ex conservatori hanno mostrato grande abilità a dialogare con gli altri partiti per compromettere i piani del governo.

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