Protezionismo sempre meno di moda

Dopo la sconfitta alle midterm, Trump rischia di dover rimborsare i dazi pagati applicati sulle borse Hermès. Una battaglia che si annuncia lunga, mentre per le aziende europee il peggio della guerra commerciale potrebbe non essere ancora arrivato   

6 NOV 26
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(Foto Getty)

Visto che le cattive notizie non arrivano mai sole, dopo la batosta alle Midterm Donald Trump potrebbe dover rimborsare a tutti i clienti Usa di Hermès i diritti di dogana in eccesso applicati sulle Birkin dall’imposizione dei dazi, già ritenuti illegittimi. Migliaia di euro su ogni singola borsa, che ormai costa, di base, attorno ai diecimila, e che hanno già causato diverse frizioni fra la stessa maison francese e i propri clienti d’Oltreoceano, ricchi sì, ma fessi no. Gli avvocati della maison si stanno infatti attivando perché l’amministrazione provveda direttamente al rimborso, ed è già chiaro che si tratterà di una battaglia lunga perché Trump, che pure cerca di sviare in ogni modo l’attenzione dal dramma inatteso del Senato e poche ore fa teneva una conferenza sulle modanature della Casa Bianca fatte restaurare da grandi esperti “perché l’immobile simbolo del paese deve essere perfetto” (le modanature? Crolla la casa degli Usher e ci preoccupiamo dei decori a parete?), non mollerà certo la presa sulla politica estera, che è l’unico ampio margine di manovra di cui goda e come si è subito capito dall’avvertimento per nulla velato che ha mandato nella stessa occasione alla Francia e all’Italia, i due Paesi che “potrebbero non sopravvivere”, intendendo come ovvio l’immigrazione e le proteste e l’aumento dell’inflazione, cioè della stessa tassa Trump che l’Europa paga da due anni.
Se ne parlava anche a margine dell’annuale incontro di Confindustria Moda in corso a Venezia: un Congresso a maggioranza democratica avrà una capacità limitata di scongiurare, nel breve termine, una ripresa delle ostilità con l'Iran, ma i dazi doganali non sono destinati a svanire come per magia; tanto più che l'Unione Europea, firmando un accordo commerciale con Washington, ha accettato un aumento duraturo delle tasse sulle proprie esportazioni verso gli Stati Uniti. Diversi analisti prevedono addirittura un aumento dei dazi nei prossimi mesi, che riguarderà anche i prodotti europei.