Il decreto Bollette sbatte sotto il tetto

Il governo si sta impantanando, ma basterebbe replicare il “tope” iberico, facendo ricadere il costo del sussidio alle centrali a gas sugli acquirenti all’ingrosso. Il risparmio verrebbe poi trasferito ai clienti secondo i rispettivi contratti, evitando confusione e sussidi incrociati 
4 NOV 26
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(Foto Ansa)

L’iter del dl Bollette 2 si fa sempre più accidentato. La revisione del provvedimento di febbraio, che dovrebbe recepire gli esiti del negoziato tra governo e Commissione Ue, era prevista nel Consiglio dei ministri della settimana scorsa: all’ultimo momento è slittata per “verifiche tecniche”. Adesso pare che neppure questa settimana arriverà a Palazzo Chigi: il titolare del Mase Gilberto Pichetto Fratin, intervenendo a Ecomondo, ha detto che “i miei uffici stanno lavorando sulle modalità tecniche del cosiddetto ribaltamento”. Alla domanda su quando sarà pronto il nuovo testo, ha replicato tautologicamente: “Quando avranno finito gli uffici, e quando mi consegneranno il lavoro fatto”. Il meccanismo ricalca il “tope al precio del gas” rimasto in vigore in Spagna nel 2022-23. Prevede, in pratica, la corresponsione di un sussidio ai produttori termoelettrici, in modo che la riduzione dei loro costi trascini verso il basso tutta la curva dei prezzi.
Il problema è: chi paga il sussidio? Pichetto ha detto più volte che i clienti con contratti a prezzo fisso dovrebbero esserne esclusi; invece l’Arera ha proposto, in un documento di giugno, di ribaltarlo uniformemente su tutti i clienti finali attraverso il cosiddetto corrispettivo di dispacciamento. Non è chiaro se davvero sia su questo che gli uomini del Mase stanno cercando la quadra. Se così fosse, basterebbe seguire il modello iberico: fare in modo che a pagare il sussidio siano gli acquirenti all’ingrosso (industriali e utility che rivendono l’energia al dettaglio). In tal modo, questi da un lato contribuiranno ai costi delle centrali a gas, e dall’altro godranno dello “sconto” sul prezzo dell’energia: e poiché questo è teoricamente più elevato del rimborso, porteranno a casa un risparmio da riversare a valle secondo le specificità dei contratti con i clienti. Mischiare i due livelli, ingrosso e dettaglio, rischia solo di generare confusione e sussidi incrociati tra categorie di clienti. Il meccanismo del dl Bollette è già abbastanza complesso di suo: non c’è ragione di renderlo ulteriormente complicato.