EDITORIALI
Le Pen vuole le scuse dal Monde e arriva la querela per diffamazione
Il giornale ha citato volantini del Rn nell’auto dell’attentatore di Trappes. Di fronte alla smentita ufficiale della procura, Rn ha chiesto a gran voce delle scuse pubbliche al Monde, sottolineando la gravità della fake news diffusa
28 OTT 26

(Foto Getty)
Lunedì il Monde ha pubblicato un articolo sull’attacco terroristico del 23 ottobre a Trappes e La Verrière, nel quale, citando una fonte vicina all’inchiesta, affermava che all’interno dell’auto di Kevin T., l’attentatore, fossero stati trovati alcuni volantini del Rassemblement national (Rn). La notizia era particolarmente delicata, perché suggeriva un possibile collegamento tra l’autore di un attentato, al quale gli inquirenti attribuiscono una dimensione razzista, e il partito di Marine Le Pen e Jordan Bardella. Poche ore dopo la pubblicazione, il quotidiano della gauche intellettuale è stato però costretto a modificare il suo articolo: in ragione della smentita del procuratore nazionale antiterrorismo, Olivier Christen, che ha dichiarato esplicitamente che “nessun volantino di un partito politico è stato rinvenuto nel suo veicolo”.
Di fronte alla smentita ufficiale della procura, Rn ha chiesto a gran voce delle scuse pubbliche al Monde, sottolineando la gravità della fake news diffusa. “Il quotidiano Monde si è prestato ancora una volta a un’operazione militante volta a screditare il Rn. Questa evidente manovra di disinformazione induce i francesi a interrogarsi sulla questione fondamentale dell’obiettività e del rigore professionale che ci si aspetta dai media durante una campagna presidenziale”, ha scritto su X la candidata di Rn alle presidenziali Marine Le Pen. “Ci aspettiamo un mea culpa e delle scuse pubbliche dal ‘giornale di riferimento’”, ha rincarato la dose Jordan Bardella. Nel pomeriggio, il partito ha annunciato una querela per diffamazione contro il Monde. Che per ora si è limitato a modificare l’articolo con l’aggiunta della smentita del procuratore, dando la possibilità a Rn di attaccarlo e cavalcare il caso. Avrebbe invece potuto chiudere la vicenda con un gesto semplice: riconoscendo il proprio errore e presentando le scuse richieste.