Per i blocchi dei tir basta il codice penale

Il governo fruga nei casellari dei camionisti, Conte flirta con chi protesta
22 OTT 26
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Oggi il Consiglio dei ministri, convocato ieri sera da Giorgia Meloni, dovrebbe approvare un decreto legge con nuovi aiuti all’autotrasporto e all’agricoltura. Martedì a Milano Matteo Salvini, ministro dei Trasporti, aveva raggiunto un’intesa con le associazioni di categoria, e ieri ha annunciato lo stanziamento di oltre un miliardo di euro. Eppure i blocchi contro il caro gasolio sono proseguiti in Campania, in Puglia e in Calabria, dove i camionisti promettono di restare in strada fino al 27 ottobre. Solo in Sicilia gran parte di loro ha sospeso il fermo. A Napoli ieri i distributori erano a secco, e gli aeroporti di Crotone e di Reggio Calabria sono rimasti senza carburante. Il Viminale nel frattempo ha identificato 1.339 persone, ne ha denunciate 71 e ha fatto scortare cinquecento tir in Campania. Alla Camera Francesco Lollobrigida, ministro dell’Agricoltura, ha suggerito di consultare il casellario giudiziario dei capi della protesta. Lasciando intendere, neanche tanto sottilmente, che ci siano dei criminali e forse che ci sia anche una componente mafiosa nelle proteste. Si vedrà. Ma fatalmente, come sempre succede in Italia, anche questa protesta diventa occasione e strumento di campagna elettorale. Così ieri sera Giuseppe Conte, leader del M5s, ha ricevuto una delegazione di autotrasportatori campani. Ciascuno insomma recita la parte che gli riesce meglio, il governo stanzia e minaccia, mentre l’opposizione tende l’orecchio alla piazza (criminale o no) un po’ come sta facendo con i saccheggi di Milano (“bisogna ascoltare i ragazzi”).
La questione però è più semplice. Le richieste dei camionisti si discutono a un tavolo, e il governo quel tavolo l’ha apparecchiato. I blocchi invece non si discutono. Sono un reato, e lo sono dal 2018, quando fu proprio Salvini, allora ministro dell’Interno, a riportare il blocco stradale nel codice penale. Per toglierli non c’è bisogno di frugare nella fedina penale di nessuno o di scoprire che ci sono infiltrazioni criminali nelle proteste. Basta applicare la legge.