La commissione indica Mussari come mandante dell’omicidio di Rossi, senza neanche ascoltarlo

Prima la crocifissione in pubblico, poi l’ascolto. La gogna contro l’ex presidente di Mps

19 OTT 26
Ultimo aggiornamento: 17:44
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Foto ANSA



Prima la crocifissione in pubblico, poi l’ascolto. E’ indegno di un paese civile – non può essere definito in altro modo – il metodo utilizzato dalla commissione d’inchiesta parlamentare sulla morte di David Rossi nel diffondere i risultati del proprio lavoro. Il presidente della commissione, Gianluca Vinci, ha infatti comunicato oggi che “in base agli elementi acquisiti, nelle vicende che hanno portato alla morte di David Rossi sarebbero coinvolti, con ruoli diversi, Giuseppe Mussari, quale mandante di un’azione di intimidazione che inizialmente non avrebbe dovuto portare alla morte di David Rossi, e Gabriele Ceccherelli, quale soggetto che avrebbe organizzato e scelto le persone, al momento non ancora individuate, da coinvolgere nella fase esecutiva”. In altre parole, l’ex manager di Monte dei Paschi non si sarebbe suicidato, ma sarebbe stato ucciso, e il mandante sarebbe da individuare nell’ex presidente di Mps, Giuseppe Mussari, che così è stato subito messo alla gogna sugli organi di informazione (in verità dal giorno prima, grazie a una soffiata giunta dalla commissione d’inchiesta, che evidentemente non è in grado di tutelare il segreto della propria attività).
Surreale la comunicazione successiva del presidente Vinci: “La commissione, se loro accetteranno, intende ascoltare le due persone che – secondo gli elementi emersi nella nostra attività di inchiesta – avrebbero avuto un ruolo nella vicenda della morte di David Rossi”. Insomma, anziché ascoltare i soggetti interessati, accusati di condotte gravissime, prima della diffusione dei risultati della propria attività di inchiesta, la commissione ha scelto di metterli prima in croce e poi di far sapere, come fosse una gentile concessione, di essere disponibile ad ascoltarli. E’ la logica della gogna, non quella dell’accertamento della verità: una giustizia sommaria in cui la condanna pubblica arriva prima ancora che cominci il contraddittorio. Una logica incompatibile con lo stato di diritto.