EDITORIALI
Le reti di nordcoreani che passano da Pechino
Dal 2019 al 2025, settanta aziende americane avrebbero trasferito a Pyongyang quasi 3 milioni di dollari. Gli incriminati dal dipartimento di Giustizia sono quattordici: due americani, già arrestati, e dieci nordcoreani, tutti residenti in Cina e tuttora latitanti, accusati di furto d’identità per ottenere stipendi da aziende americane che li avevano assunti senza esserne a conoscenza
16 OTT 26

(Foto La Presse)
L’Fbi ha smantellato quaranta “fattorie di laptop” e sequestrato quasi 200 dispositivi informatici in Texas, accusando una rete di intermediari americani di aver aiutato il governo nordcoreano ad assicurarsi posti di lavoro da remoto nel settore tecnologico, che hanno contribuito a finanziare i programmi nucleari e missilistici del regime. L’operazione, denominata “Lonestar”, stella solitaria, è una delle più estese per bloccare una fonte di reddito che avrebbe permesso alla Corea del nord di eludere le sanzioni internazionali e di generare miliardi di dollari in contanti negli ultimi anni, , hanno detto i funzionari. Dal 2019 al 2025, settanta aziende americane avrebbero trasferito a Pyongyang quasi 3 milioni di dollari. Gli incriminati dal dipartimento di Giustizia sono quattordici: due americani, già arrestati, e dieci nordcoreani, tutti residenti in Cina e tuttora latitanti, accusati di furto d’identità per ottenere stipendi da aziende americane che li avevano assunti senza esserne a conoscenza.
Da tempo l’intelligence americana accusa la Repubblica popolare cinese di ospitare e favorire le operazioni di cyber-spionaggio e finanziamento illecito del regime nordcoreano, offrendo loro una sponda logistica ed economica, e il fatto che la maggior parte degli accusati siano in Cina sarebbe una prova. Ieri Pechino e Pyongyang hanno inaugurato il Nuovo Ponte sul fiume Yalu, quattro corsie che si estendono per tre chilometri dalla città cinese Dandong a Sinuiju, il più grande valico di frontiera tra i due paesi. Le due città erano già collegate da 83 anni dal Ponte dell’Amicizia sino-coreana, ormai inadeguato agli scambi commerciali perché obsoleto. Il nuovo ponte è stato completato nel 2014, ma finora Pyongyang aveva rinviato l’inaugurazione anche per il timore di diventare ancora dipendente dalla sfera economica cinese. Da qui le merci cinesi, e non solo, entreranno più rapidamente e in maggiori quantità. Lo stesso premier cinese Li Qiang ha detto che la nuova costruzione aprirà “un nuovo capitolo” nelle relazioni tra i due paesi.