Editoriali
I 30 miliardi di Landini che non ci sono
Il leader della Cgil non ha ancora capito cos’è successo con Irpef e fiscal drag
16 OTT 26

Foto ANSA
Da qualche anno, Maurizio Landini continua a sostenere una tesi palesemente falsa: il governo ha sottratto decine di miliardi di tasse ai lavoratori attraverso il fiscal drag che non ha mai restituito. Questi miliardi erano 25, fino a qualche settimana fa. Ieri, in un’intervista a Repubblica sono improvvisamente diventati “30 miliardi di tasse in più dal 2022 al 2025”, ha detto il segretario generale della Cgil: “Vanno rivalutati automaticamente scaglioni e detrazioni”, è la sua proposta a cui aggiunge una richiesta di maggiore “progressività”. Questa versione fa acqua da tutte le parti. Non si può denunciare il maggiore gettito da fiscal drag senza considerare il minore gettito prodotto dalle riforme fiscali attuate dal governo Meloni (due su tutte: decontribuzione e taglio dell’Irpef). Secondo tutti gli studi delle autorità indipendenti, nazionali e internazionali, dalla Bce alla Banca d’Italia passando per l’Ufficio parlamentare di bilancio (Upb), in questi anni il governo Meloni ha restituito più che integralmente il drenaggio fiscale e l’erosione dei trasferimenti prodotti dall’inflazione. Su questo non c’è alcun dubbio.
Anzi, è stato fatto qualcosa di più: l’Irpef è diventata più progressiva. Come mostrano vari studi dell’Upb, che ha confrontato il sistema fiscale in vigore nel 2021 con piena indicizzazione (la policy che chiede Landini) con quello previsto per il 2026, emerge che i lavoratori a medio-basso reddito (tra 10 e 32 mila euro) hanno ora un’aliquota media di 2-3 punti inferiore: vuol dire che le riforme fiscali introdotte dal governo Meloni sono risultate più generose della mera indicizzazione del sistema fiscale chiesta dalla Cgil, perché l’Irpef è diventata più progressiva. Chi ci ha rimesso sono, invece, i redditi tra 32 e 45 mila euro. Landini non può guardare solo al fiscal drag prodotto ignorando i tagli delle tasse avvenuti con quel gettito, perché così facendo il suo conteggio che ora è di 30 miliardi arriverà all’infinito. Mentre la sua credibilità si approssimerà allo zero.