La crisi di Rama si allarga. A Tirana gli studenti si uniscono ai fenicotteri contro la corruzione

La mobilitazione studentesca, nata dalle proteste per le condizioni nelle università, i costi dell’istruzione superiore, gli aiuti economici e l’alto tasso di disoccupazione del paese, adesso si è saldata con il movimento Flamingo, che da mesi chiede le dimissioni del primo ministro Edi Rama per le accuse di corruzione    
15 OTT 26
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(Foto La Presse)

Ieri le proteste studentesche a Tirana sono diventate violente. La polizia ha usato gli idranti contro gli studenti che, per il secondo giorno consecutivo, si sono scontrati con le forze dell’ordine, mentre i manifestanti erigevano barricate con cassonetti in fiamme. La notte precedente erano state fermate 23 persone, e sei poliziotti e un giornalista erano rimasti feriti. Ieri i dimostranti hanno alzato il livello dello scontro, attaccando la postazione di guarda del ministero dell’Istruzione, e la polizia ha risposto con lacrimogeni e idranti.
La vicepremier Albana Kociu ha condannato le violenze, ricordando che il diritto di manifestare non può diventare un pretesto per distruggere la città. La mobilitazione studentesca, nata dalle proteste per le condizioni nelle università, i costi dell’istruzione superiore, gli aiuti economici e l’alto tasso di disoccupazione del paese, adesso si è saldata con il movimento Flamingo, che da mesi chiede le dimissioni del primo ministro Edi Rama per le accuse di corruzione.
La cosiddetta “rivoluzione dei fenicotteri” prende il nome dai simboli rosa utilizzati nelle manifestazioni contro i progetti turistici sulla costa albanese, tra cui quello legato a Jared Kushner, genero del presidente americano Donald Trump. La contestazione di questi giorni è quindi diventata una denuncia più ampia del sistema di potere albanese, accusato di favorire interessi privati e oligarchi. E il movimento raccoglie giovani, attivisti anticorruzione e ambientalisti, senza una leadership politica unitaria, che però ha rivendicazioni che coincidono con i requisiti del percorso di adesione dell’Albania all’Unione europea.
L’altro ieri a Lussemburgo, alla decima riunione della Conferenza di adesione, sono stati chiusi provvisoriamente i negoziati sul capitolo 20 (imprenditorialità e politica industriale). Rama ha promesso di raddoppiare entro fine anno i dossier, ma gli scontri e le accuse di corruzione rendono sempre più evidente la distanza tra l’ambizione europea del governo e la crisi di fiducia che attraversa il paese.