La Linke ha la denuncia facile

La giustizia à la carte della Sinistra tedesca che straparla sugli ebrei
6 OTT 26
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Foto ANSA

Il ministro federale dell’Interno Alexander Dobrindt dei cristiano sociali bavaresi? Denunciato per diffamazione a causa di un suo commento, una sola parola dal sen fuggita, in tivù. Sulla Zdf il ministro è ospite della giornalista Maybrit Illner. Parlano di Elif Eralp, la leader della Linke, il partito socialcomunista arrivato primo a Berlino giorni fa. Illner dice: “E’ antisemita… pardon, non lo è”. E Dobrindt al volo: “Invece sì”. Querelato. La ministra federale dell’Economia Katherina Reiche della Cdu di Friedrich Merz? Deferita davanti alla Corte costituzionale per aver postato un video sull’account del ministero in cui critica la Linke per il suo programma di espropriazioni degli immobili “e perché vive apertamente l’antisemitismo, spaventando gli ebrei di questa città”. La clip violerebbe il dovere delle istituzioni di mantenere la neutralità politica. E il deputato della Linke Ferat Koçak, messo all’indice dalla stampa per i suoi messaggi affettuosi con esponenti del clan Remmo – il top della malavita berlinese – e per aver partecipato a una festa con un esponente dell’Fplp (organizzazione terroristica secondo l’Ue)? Il partito ha sì accettato le sue dimissioni dalla commissione Affari interni del Bundestag – dove l’amico della gang più nota di Germania in effetti un po’ stonava – però gli ha confermato l’incarico di portavoce al Bundestag per l’antifascismo. Sanzioni? Nessuna.
E’ una giustizia molto à la carte quella che ha in mente la Linke, i cui esponenti parlano a ruota libera di Israele, sionismo, apartheid e genocidio ma non tollerano quando in Germania li si accusa di odiare gli ebrei dopo che alle feste di partito c’è chi canta “morte all’Idf”, l’esercito israeliano. I primi colloqui esplorativi fra Linke, Verdi e la Spd indicano che Frau Eralp potrebbe diventare la prima borgomastra berlinese di origine turca. Anche i futuribili alleati rosso-verdi le hanno però chiesto di fare ordine in casa propria in tema di ostilità verso gli ebrei e Israele. Per adesso non li ha denunciati.