Editoriali
Hegseth pensa a tutto meno che alla guerra
Dopo il girovita dei generali, ora si dedica alla cura spirituale dei soldati
2 OTT 26

Foto Lapresse
Non bastava il controllo del girovita di truppa e generali, il livello di rasatura e il tono muscolare dei soldati. Pete Hegseth, capo del Pentagono, ha deciso di dedicarsi anche alla cura spirituale di chi porta la divisa. Tra le varie riforme annunciate, ha comunicato l’altra sera l’istituzione dell’Ufficio per gli affari religiosi. Basta filtri, basta burocrazie e lungaggini: d’ora in poi, i cappellani militari faranno rapporto direttamente ai piani alti, proprio grazie a questo ufficio. Se necessario, direttamente a lui, il segretario. Obiettivo dichiarato: rafforzare lo spirito patriottico e cristiano dei soldati, ricordare loro che combattono per un paese che è celebrato dal motto “In God We Trust” e che tutto deve avvenire secondo le disposizioni della Provvidenza.
Se queste sono le motivazioni ufficiali, alte e connotate da una fede tipicamente americana, sotto sotto c’è chi invece ipotizza una purissima manovra politica: quando Donald Trump annunciò che avrebbe occupato e, se necessario, conquistato la Groenlandia “perché ne abbiamo bisogno”, uno dei fronti contrari più rumorosi fu proprio quello dell’ordinariato militare statunitense. Il responsabile, peraltro un vescovo di solido orientamento conservatore, parlò addirittura del diritto dei soldati a esercitare l’obiezione di coscienza se dal Pentagono fosse giunto l’ordine di attaccare. E decine di cappellani si schierarono subito sulla medesima lunghezza d’onda. Una sorpresa amara, per Hegseth. Non se l’aspettava. Consapevole del radicamento dei cappellani presso i cattolici, ora avrebbe la chance di controllarli meglio per evitare fughe e dichiarazioni pubbliche non in linea con i desiderata suoi e del suo presidente. Di certo, tra uno Stretto di Hormuz da liberare, una guerra russo-ucraina lungi dall’essere ai colpi finali e una situazione fluida nel vicino oriente, l’istituzione di un ufficio per gli Affari religioni non pareva essere la priorità.