Il bicchiere mezzo pieno del lavoro

L’occupazione (e il pil) non stanno risentendo della crisi energetica
1 OTT 26
Ultimo aggiornamento: 17:53
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(Foto Getty)

Secondo l’Istat, ad agosto il numero degli occupati è rimasto statisticamente invariato (-5 mila) rispetto a luglio, mentre sono cresciuti i disoccupati e diminuiti gli inattivi. La principale novità, però, riguarda la correzione rispetto alla rilevazione del mese scorso. La revisione dell’Istat ha infatti ridotto il livello degli occupati, che a luglio era di 24,37 milioni mentre ora è di 24,35 milioni (circa -20 mila). Il tasso di disoccupazione è sempre a livello record, ma è stato ridotto al 63 per cento (non più 63,2). La revisione ha riguardato anche i disoccupati (+100 mila circa) e gli inattivi (-40 mila circa), alzando così il tasso di disoccupazione a 6,2 per cento (da 5,8) e riducendo quello di inattività a 32,7 per cento (da 32,8). Ciò che è più interessante è guardare la variazione tendenziale: in un anno gli occupati sono aumentati di 291 mila unità (di cui +370 mila permanenti e -157 mila a termine), mentre i disoccupati sono aumentati di 129 mila unità e gli inattivi diminuiti di 381 mila.
Anche rispetto nel trimestre giugno-agosto, rispetto a quello precedente, ci sono +40 mila occupati e +123 mila disoccupati, con -164 mila inattivi. In pratica aumenta la quantità di persone che lavorano, e tra queste di quelle che hanno un contratto a tempo indeterminato, cresce il numero di quelle che cercano un lavoro e si riduce la sacca delle persone inattive. Al di là del dato mensile di agosto, che come abbiamo visto è provvisorio e scuscettibile di revisioni, ciò che è rilevante è il trend di un mercato del lavoro robusto in un trimestre che ha pienamente risentito dello choc energetico. Il dato dell’occupazione è coerente con quello del pil, che nella prima metà dell’anno ha registrato una crescita acquisita dello 0,8 per cento e quindi già superiore alla previsione annuale dello 0,6 per cento. L’economia italiana non è certo vibrante, ma il fatto che mostri questa solidità in un contesto di forte tensione energetica e finanziaria non era affatto scontato.