editoriali
I cattivi maestri del Vietnam
Tre attivisti arrestati nel regime di To Lam sempre più autoritario. Eppure le democrazie occidentali ripongono ancora le loro speranze nel paese tra i sistemi monopartitici del mondo
30 SET 26

Foto ANSA
Tre attivisti per i diritti umani sono stati arrestati in Vietnam. Si tratta di Tran Hiep, vietnamita con passaporto australiano; Nguyen Duc Thuan, vietnamita con passaporto norvegese; e Thai Cong Truong Son. I primi due si erano recati in Cambogia per incontrare attivisti dissidenti vietnamiti a scopo di formazione. Il governo di Hanoi dice che sono stati arrestati mentre entravano in Vietnam dal confine cambogiano, e che hanno confessato di far parte del Viet Tan, un’organizzazione pro democrazia che il governo di Hanoi classifica come gruppo terroristico. In una nota, Viet Tan ha affermato di “condannare fermamente il rapimento di due dei suoi membri in Cambogia e le accuse inventate formulate dalle autorità comuniste vietnamite per mascherare un atto di repressione transnazionale”. Anche il governo australiano è intervenuto, allertato dalla moglie di Hiep, che non riusciva più a sentirlo dal 18 settembre. Viet Tan afferma di voler “superare la dittatura e costruire le basi per una democrazia sostenibile” e di essere “impegnata in una lotta pacifica e non violenta”.
Negli ultimi anni il Vietnam ha intensificato la repressione contro i dissidenti: nel 2025 sono stati arrestati oltre 55 attivisti, e il 18 settembre Human Rights Watch ha reso noto che in Vietnam erano detenuti oltre 160 prigionieri politici. Viet Tan dice che l’accusa di ingresso illegale è una “palese invenzione” volta a mascherare un sequestro. Eppure tra i paesi a partito unico, il Vietnam resta la grande speranza occidentale: l’economia è florida, la demografia in crescita, e negli anni l’autoritarismo del Partito ha smussato alcune delle più evidenti criticità. Ma gli esempi di partiti autoritari che qualunque cosa facciano restano impuniti aumentano, e il presidente vietnamita To Lam deve aver capito che bastone e carota pagano più di un lungo percorso verso l’apertura. Il recente arresto degli attivisti è un problema anche per l’Ue, che dal prossimo anno avrebbe dovuto implementare il trattato di libero scambio con il Vietnam entrato in vigore sei anni fa.