editoriali
L’Italia istituzionale sta con Kyiv. A partire da Bankitalia
Il discorso di Fabio Panetta ricorda alla politica la posizione della Repubblica e la capacità dell'Ucraina di difendersi con “straordinario coraggio e resilienza”

Foto ANSA
"Per più di un decennio, e specialmente dall’invasione del 2022, gli ucraini hanno difeso la propria sovranità e i valori che stanno al cuore del progetto europeo: democrazia, libertà e stato di diritto”. Fabio Panetta, governatore della Banca d’Italia, ha aperto così oggi, a Kyiv, il suo discorso alla conferenza di ricerca della Banca nazionale ucraina e della Banca centrale polacca. I temi erano la resilienza alle crisi, l’innovazione e l’AI. Il governatore ha dedicato la prima parte del suo discorso a ciò che l’esperienza ucraina ha da insegnare alle altre banche centrali: “la credibilità, che non si guadagna con l’impatto delle crisi ma si costruisce e conquista prima di esse, che a volte richiede alle istituzioni di essere ferme. E solo poi è messa alla prova a condizioni estreme”.
Panetta ha ricordato come, dopo l’invasione, la Banca centrale ucraina sia riuscita a preservare la stabilità monetaria e finanziaria: nel 2022 l’inflazione superò il 26 per cento e i tassi salirono al 25 per cento, ma il sistema bancario continuò a funzionare e le decisioni della banca centrale infine riuscirono ad abbassare l’inflazione. Uno dei principali messaggi del discorso a Kyiv di Panetta è stata la “profonda solidarietà” alla causa ucraina. Due settimane fa, ricevendo il presidente estone, anche il presidente Sergio Mattarella ha confermato il suo pieno sostegno all’Ucraina. Dal Quirinale a Palazzo Koch, in contrapposizione all’opportunismo della politica, l’Italia sta lavorando nel solco della sua credibilità: il sostegno e la solidarietà all’Ucraina è la posizione dello stato italiano e delle istituzioni della Repubblica. Non è un’opzione su cui trovare un compromesso con il Movimento 5 stelle, come ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein; non è una posizione che “allontana la pace”, come hanno detto in coro gli iscritti al M5s alla conferenza Nova. E infine l’Ucraina non è di certo uno “stato vassallo”, come pensa Roberto Vannacci, ma un paese che, come ha detto Panetta ieri, sta difendendo la sua libertà con “straordinario coraggio e resilienza”.