I girasoli neri. I giovani ucraini nel film prodotto da Sean Penn “sono la speranza”

In “Black Sunflower” la telecamera di Haney segue i ragazzi in battaglia, sulla pista da ballo, mentre parlano di politica con i nonni e guardano l’elezione di Donald Trump. Per tutti c’è il costante ronzio della guerra sullo sfondo

15 SET 26
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Foto ANSA

La vita quotidiana mi ha sorpreso, giorno dopo giorno, ha detto il regista di “Black Sunflower”, James Marcus Haney, nel racconto che si fa dell’Ucraina manca metà della storia. Haney prende questa metà e ne fa un film di 95 minuti, che è stato presentato al Toronto film festival ed è prodotto da Sean Penn, che in un’intervista a Vanity Fair ha raccontato che cosa lo attira e lo strazia dei giovani ucraini, al punto che alla cerimonia degli Oscar, pur premiato, non si era presentato, perché voleva rimanere lì, immerso nell’Ucraina della resistenza che nelle analisi e nei calcoli e nel cinismo non compare quasi più. In “Black Sunflower” la telecamera di Haney segue i ragazzi, alcuni dei quali hanno appena 18 anni, in battaglia, sulla pista da ballo, mentre parlano di politica con i nonni, guardano l’elezione di Donald Trump (e ci sperano, in quel suo annuncio della guerra che finisce in 24 ore), guardano Trump e il vicepresidente J. D. Vance incontrare il presidente Volodymyr Zelensky, ballano, si innamorano, si dicono: appena abbiamo un attimo dobbiamo sposarci, subiscono i tagli degli aiuti internazionali di UsAid.
Alcuni protagonisti sono soldati, altri sono artisti, alcuni credono che sia loro dovere combattere in questa guerra, altri non sono sicuri che questa sia la strada giusta per superare questo conflitto: per tutti c’è il costante ronzio della guerra sullo sfondo, per tutti c’è una guerra e una vita da soldati che non hanno scelto, per tutti c’è la paura di dover combattere per tutta la vita. Sean Penn dice che la voglia di vita dei giovani ucraini è travolgente, che spera che Jared Kushner e Ivanka Trump vedano questo film, e che lo vedano tutti colori che pensano che l’Ucraina non vuole la pace e che bisogna smettere di inviare le armi per la difesa degli ucraini. Guardi gli ucraini e capisci perché bisogna avere speranza nell’umanità, dice Sean Penn, “questo movimento, questi ragazzi e il loro stesso abbraccio a quella che chiamiamo speranza o mancanza di essa è essa stessa la speranza”.