Editoriali
La fusione Lottomatica-Cirsa e l’inattesa alleanza con la Spagna nel settore dei giochi
Dall’aggregazione tra le due società nascerà uno dei più grandi player mondiali delle scommesse, con quartier generale in Italia e sede secondaria nella provincia di Barcellona. I due paesi litigano sui migranti ma fanno pace nel gioco d’azzardo

Mentre Italia e Spagna sono sempre più ai ferri corti per il caso Ceuta e la proroga del blocco di Schengen richiesto da Roma, un’inattesa alleanza tra i due paesi viene siglata nel settore dei giochi e delle scommesse. Business is business. Qui la geopolitica non c’entra anche se non si può fare a meno di notare come in questo grande affare c’entrino gli Stati Uniti, visto che il gruppo Blackstone è l’azionista di maggioranza di Cirsa, la società spagnola con la quale l’italiana Lottomatica ha annunciato ieri mattina un progetto di fusione. Cirsa è uno dei più grandi operatori del gioco d’azzardo, scommesse sportive e casinò in Spagna e America Latina. E nel nuovo gruppo che nascerà, Blackstone resterà con una quota del 24 per cento con l’impegno a non vendere prima di tre mesi.
Alla notizia, il titolo Cirsa ha guadagnato il 20 per cento alla Borsa di Madrid e Lottomatica ha perso il 7,63 per cento su quella di Milano. Segno che gli investitori di Lottomatica – in gran parte fondi di investimento internazionali - si sono sentiti per qualche ragione penalizzati anche se la maggior parte degli analisti ha detto che si tratta di una buona operazione (Equita ha spiegato che ai prezzi correnti di Lottomatica e includendo il dividendo, Cirsa viene valutata 18,1 miliardi, con un premio del 30 per cento rispetto ai prezzi di chiusura di martedì). Comunque, se il consolidamento bancario a livello europeo fa venire l’orticaria ai governi, il risiko dei giochi non sembra creare particolari problemi persino in un momento in cui le relazioni tra Italia e Spagna non sono così amichevoli. Dall’aggregazione tra Lottomatica e Cirsa nascerà uno dei più grandi player mondiali dei giochi, con quartier generale in Italia e sede secondaria nella provincia di Barcellona. Sarà stato questo, anche, a favorire, almeno da parte italiana, l’intesa tra le due società che, in effetti, sul piano del business sono complementari e dunque l’aggregazione può favorire efficienza e sinergie. Italia e Spagna, dunque, litigano sui migranti ma fanno pace nel gioco d’azzardo.