Editoriali
Il precipizio di Cuba
Il regime ha bisogno di petrolio, e i suoi problemi non sono solo le sanzioni
21 AGO 26

Foto ANSA
Il 13 agosto il regime cubano ha celebrato i cento anni dalla nascita di Fidel Castro, ma la crisi del sistema costruito dal Líder Máximo è testimoniata proprio in questi giorni da nuovi record di inflazione e proteste. L’inflazione ha raggiunto il 20,7 per cento su base annua e il 2,56 su base mensile, con i rincari più marcati nei settori ristoranti e alberghi (32,57 per cento), cibo e bevande analcoliche (26,3) e trasporti (24,9). Pesanti anche gli aumenti di istruzione (23,3) e servizi abitativi (20,8), mentre più contenuti restano arredamento per la casa, beni e servizi vari e abbigliamento e calzature. Il settore sanitario ha registrato l’aumento minore, appena lo 0,51 per cento, seguito dalle comunicazioni con lo 0,68. Tra il 2021 e il 2025 i prezzi sul mercato formale sono quadruplicati, e gli esperti avvertono che i dati ufficiali non colgono la reale portata del deterioramento nei mercati informali. Tra le cause, la riforma monetaria e la carenza di carburante: Cuba avrebbe bisogno di circa centomila barili di petrolio al giorno per soddisfare il proprio fabbisogno energetico, ma ne produce solo 40 mila dai giacimenti nazionali.
Ne deriva una forte dipendenza dalle importazioni, oggi ostacolate dall’embargo imposto da Trump – eppure, secondo gli osservatori, anche senza embargo resterebbero i problemi legati a Venezuela e Russia, i principali fornitori del paese. Mercoledì le autorità hanno avvertito che i blackout programmati potrebbero interessare simultaneamente fino al 67 per cento del paese nelle ore di punta. Come risposta popolare, tra gennaio e giugno si sono registrate oltre 766 proteste in 141 comuni di tutto il paese, con picchi a febbraio e a giugno: solo nell’ultimo mese se ne sono contate 253, fino a un massimo di 31 in un solo giorno. La reazione del regime si è tradotta in 1.894 violazioni dei diritti umani tra il 1° gennaio e il 30 giugno 2026, in aumento del 48 per cento rispetto al semestre precedente, tra cui 410 arresti arbitrari.