La condanna del capo di Evergrande in Cina è anche il simbolo di un disastro

Per il paese, l'esito del processo contro Hui Ka Yan chiude simbolicamente un ciclo economico durato quasi trent’anni (quello della crescita cinese trainata dal settore immobiliare) e certifica nei fatti il passaggio a un modello diverso, legato alla sovracapacità industriale e alla dipendenza dalle esportazioni

20 AGO 26
Ultimo aggiornamento: 12:34
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Foto Lapresse

Le foto diffuse dalla televisione di stato cinese mostravano Hui Ka Yan, fondatore di China Evergrande Group, in tribunale a Shenzhen, ma sembrava un’altra persona. Arrestato nel settembre 2023 e processato ad aprile scorso, quando si è dichiarato colpevole davanti ai giudici, si è presentato in aula con i capelli bianchi e l’aria dismessa, irriconoscibile rispetto all’imprenditore che nel 2017 fu per un periodo l’uomo più ricco d’Asia. Il processo contro di lui, che si è concluso con una condanna all’ergastolo in uno dei più grandi procedimenti per crimine finanziario nella storia recente della Repubblica popolare, per il Partito comunista cinese è un simbolo, e lui deve incarnarlo anche fisicamente. Per la Cina, la condanna di Hui chiude simbolicamente un ciclo economico durato quasi trent’anni, quello della crescita cinese trainata dal settore immobiliare, e certifica nei fatti il passaggio a un modello diverso, legato alla sovracapacità industriale e alla dipendenza dalle esportazioni.
Secondo i giudici, Evergrande e Hui avrebbero ottenuto il controllo di istituzioni finanziarie tramite corruzione, per poi dirottare verso il gruppo fondi di credito e assicurativi, mentre i bilanci venivano manipolati per continuare ad attrarre depositi pubblici e capitali. Ma la crescita alimentata da debito nascosto, garantita dall’aspettativa di prezzi immobiliari sempre in salita, è più o meno la stessa logica che ha sorretto l’intero settore per due decenni, prima che Pechino mettesse delle regole sull’indebitamento eccessivo dei costruttori nel 2020. La leadership cinese ha semplicemente spostato credito e politica industriale verso manifattura avanzata, EV, batterie, pannelli solari e semiconduttori. Ma è la stessa logica di sovrainvestimento spostata su altri settori, mentre la domanda interna resta debole e l’eccesso di capacità produttiva trova sbocco esclusivamente nell’export, con un surplus commerciale record nel 2025. Ci saranno altri Hui Ka Yan nel sistema cinese.