La crisi diplomatica doppia in Brasile

Lula si scontra con l’America di Trump e con l’Argentina di Milei

6 AGO 26
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Doppia crisi diplomatica per il presidente brasiliano Lula. Gli Stati Uniti hanno revocato il visto all'ambasciatrice brasiliana Maria Luiza Ribeiro Viotti, in rappresaglia al rifiuto del governo dello stesso Lula di autorizzare Daniel Pérez, un parlamentare della Florida stretto alleato del segretario di stato Marco Rubio, che era stato designato ambasciatore il primo giugno. Washington sostiene che il ritardo abbia superato i tempi usuali per una procedura diplomatica. Contemporaneamente, la tensione tra Lula e il presidente argentino Milei, iniziati con un comizio del presidente argentino assieme al figlio dell'ex presidente Bolsonaro candidato alla presidenza, è sfociata nel ritiro dell'ambasciatore a Buenos Aires, sostituito da un incaricato di affari.
La revoca del visto non implica l'espulsione immediata dagli Stati Uniti, ma rappresenta un segnale di pressione in un generale deterioramento delle relazioni bilaterali. Secondo un alto funzionario del dipartimento di stato, il provvedimento potrà essere revocato una volta che il Brasile autorizzerà la nomina del rappresentante statunitense e le relazioni diplomatiche tra i due governi saranno normalizzate. Ma potrebbero esserci ulteriori misure se il conflitto persiste. "La decisione odierna non è un evento isolato. Fa parte di una escalation deliberata di misure ostili contro il Brasile, motivata da ragioni ideologiche", risponde il governo brasiliano.
"Non esiste alcuna norma nella Convenzione di Vienna che stabilisca una scadenza per la concessione dell'agrément", si legge nella dichiarazione, che indica che la richiesta statunitense "è ancora in fase di valutazione". Il Brasile afferma che Washington ha reso pubblico il nome del suo candidato prima di presentare formalmente la richiesta, ma dice di rimanere aperto al dialogo. Quanto all'Argentina, Lula parla di risposta alle "ripetute aggressioni di Milei". Il governo argentino risponde che non procederà a rappresaglie: "Per litigare bisogna essere in due".