La carta diplomatica del regime birmano

Cede alle pressioni e pubblica le foto di Aung San Suu Kyi. Cosa (non) cambia

4 AGO 26
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Era dal colpo di stato del primo febbraio 2021 che non si avevano notizie di Aung San Suu Kyi, la leader deposta e imprigionata dalla giunta militare del Myanmar: suo figlio Kim Aris da mesi chiedeva prove che fosse ancora in vita e in buona salute. Nelle foto pubblicate ieri dalla portavoce di governo si vede la Signora – così la chiamano i birmani – mentre incontra Arnaud de Baecque, rappresentante residente del Comitato Internazionale della Croce Rossa, che ha confermato con un comunicato stampa la visita di ieri. E' la prima visita di un funzionario straniero e "il primo sviluppo positivo che la riguarda in oltre cinque anni", ha detto Aris, che deve portare a "un maggiore accesso umanitario, un contatto diretto con mia madre, informazioni credibili e verificate in modo indipendente sul suo stato di salute e alla sua immediata e incondizionata liberazione, insieme a tutti i prigionieri politici". In un'altra foto Suu Kyi taglia la torta del suo 81esimo compleanno, sopra c'è scritto in inglese: "Buon compleanno zia Suu 19.6.2026".
Finora la giunta aveva rifiutato qualsiasi tipo di apertura sulla leader, negli ultimi mesi ha più volte ricevuto pressioni dall'Asean e persino dalla Cina, eppure per l'opposizione in esilio non è né un segno di cambiamento né un ammorbidimento della sua posizione, l'intenzione del regime è soltanto porre fine al suo isolamento diplomatico e ottenere consenso internazionale. L'operazione di auto-legittimazione del Tatmadaw, l'esercito del Myanmar, è iniziata negli ultimi giorni dello scorso anno con elezioni parlamentari che sono state definite una "farsa" e il cambio d'abito del capo della giunta, ad aprile eletto presidente.
Ora Naypyidaw con le foto di Aung San Suu Kyi si sente legittimato a potersi definire un governo "civile", mentre continua ad arrestare e bombardare impunito i suoi civili: secondo l'ultimo aggiornamento dell'Armed Conflict Location & Event Data Project, dall'inizio dell'anno i bombardamenti aerei dei militari si sono fatti più intensi, la repressione è ancora spietata.