L’Ilva verso lo spegnimento dopo il verdetto della Corte d’appello di Milano

La decisione dei giudici, l’indecisione del governo, la volontà dei sindacati. Intanto la crisi si aggrava. E tocca il punto più basso di una storia drammatica

27 LUG 26
Ultimo aggiornamento: 17:09
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Foto ANSA

La decisione di oggi della Corte d’appello di Milano non spegnerà Ilva, come ora il governo tenterà di dire. Ilva è già spenta da dicembre 2025, da quando i commissari straordinari hanno deciso di chiudere tutte le batterie e le cookerie. Questo ha significato per la prima volta nella storia di Ilva la fine del ciclo integrale. Da quel momento il siderurgico di Taranto lavora cooke importato nell’unico altoforno rimasto in funzione, il numero 2, mentre il numero 4 veniva spento insieme alle cookerie. Ilva al momento produce meno di un milione di tonnellate l’anno di acciaio, rispetto ai sei autorizzati. Per questo è in uno stato di crisi finanziaria, con otto miliardi di euro di debiti, e una perdita di 50 milioni al mese. Per questo 4.500 dipendenti sono in cassa integrazione straordinaria. Per questo il governo ha concesso oggi altri 100 milioni di prestito ponte, ma la Commissione europea ha detto che è l’ultimo. Mai nella storia si era raggiunto questo stato. Nonostante tre anni fa, quando il ministro Urso decise di cacciare ArcelorMittal, disse di aver salvato l’Ilva e di volerne fare “il più grande siderurgico green d’Europa”.
Il decreto della Corte di appello di Milano, non impugnabile, ha ordinato ai commissari straordinari di avviare già da domani le opere per fermare l’area a caldo entro 90 giorni. Gli impianti potranno essere riattivati solo dopo la totale rimozione dell’amianto. Va ricordato che a oggi la presenza di amianto è l’unica causa certa di morte dimostrata legata all’Ilva. Quando l’Italsider pubblica fu venduta alla famiglia Riva, settemila dipendenti andarono in prepensionamento per amianto. E ora nello stabilimento ci sono ancora due tonnellate di amianto, motivo utile ai sindacati per chiedere oggi una nuova legge speciale per altrettanti prepensionamenti e al tribunale lo spegnimento. Da due anni il governo non riesce a venderla, e quindi ora sta provando almeno ad affittarla. Non accadrà né l’una né l’altra cosa: il tribunale ha tolto le castagne dal fuoco al governo, dopo che il governo aveva tolto l’acciaio dall’altoforno.