Editoriali
Quando Putin diceva: l’Ucraina deve votare
In Russia si pensa a posticipare le elezioni della Duma a causa della guerra
25 GIU 26

Foto ANSA
Il capo del Cremlino Vladimir Putin si ritiene un presidente legittimo, voluto dai suoi cittadini, e poco importano i brogli, la scomparsa dei suoi oppositori, l’annientamento della libertà di stampa, lui sì che merita di prendere decisioni per la Russia, non come Volodymyr Zelensky, che avrebbe dovuto far votare gli ucraini due anni or sono e non lo ha fatto a causa della guerra e della legge marziale. Putin ha convinto per un periodo anche il presidente americano Donald Trump che la guerra fosse soltanto una scusa e quindi che Zelensky rimanesse al suo posto in modo abusivo e quindi non avesse più la legittimità per negoziare la fine del conflitto. In Ucraina tutti, anche gli oppositori del presidente, hanno sempre spiegato perché è complicato far votare mentre parte della popolazione è rifugiata in altri paesi, una parte è in territorio sotto occupazione, i soldati sono al fronte ed esporre militari e civili al rischio di andare a votare sotto le bombe è insensato.
Prima la pace, poi il voto. Per Putin però si è sempre trattato di scuse, al punto che ha più volte rivendicato la sua scelta di non parlare con Zelensky, in quanto presidente illegittimo. A settembre dovrebbero tenersi in Russia delle elezioni per il rinnovo della Duma e alcuni funzionari sono impegnati a far capire al capo del Cremlino che questa volta votare sarebbe un rischio. I russi hanno già votato durante la guerra, Putin ha ottenuto un altro mandato nel bel mezzo del conflitto, ma quest’anno è diverso, i droni di Kyiv arrivano ovunque e far votare con questa minaccia che incombe non è semplice, come non è stato semplice tenere la parata per il 9 maggio scorso, tanto che Putin dovette chiedere a Trump di mediare un cessate il fuoco. Ancora non si sa se il capo del Cremlino ascolterà i suoi funzionari (forse più per timore che arrivi un segnale per la sua popolarità in calo) e sceglierà di rinviare le elezioni della Duma, ma si è compiuto un mirabile contrappasso e qualora desse retta ai suoi siloviki spaventati dai droni cosa avrà da dire sulla legittimità di Zelensky?