Il tifoso inatteso degli attacchi contro Mosca

Putin aveva scommesso su di lui, ma Trump ha delle ragioni per incitare Zelensky

24 GIU 26
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Foto ANSA

La Russia non fa compromessi, non si avvicina neppure al tavolo dei negoziati e l’Ucraina ha preso la decisione di portarla con la forza. C’è solo un modo per farlo: portare la guerra a casa dei russi – non puntando ai civili, le vittime potrebbero avere come conseguenza il contrario, un aumento del consenso attorno al conflitto – ma rendendo la vita in Russia, e anche nei territori che la Russia occupa in Ucraina, insopportabile. Per questo colpisce le raffinerie di petrolio e il risultato è stato creare le lunghe code di macchine davanti ai distributori che mai erano state tanto lunghe come in questi giorni. All’inizio la strategia di Kyiv non godeva dell’appoggio dei suoi alleati, tutti erano timorosi della possibilità che il Cremlino reagisse espandendo la guerra. La situazione è cambiata e secondo il Kyiv Independent, e anche secondo quanto risulta al Foglio, anche il presidente americano Donald Trump avrebbe detto a Volodymyr Zelensky di agire con “più audacia” perché Vladimir Putin non farà nulla senza subire pressione.
La notizia, considerando i trascorsi fra Trump e Zelensky, è inaspettata, ma da Kyiv suggeriscono di rimanere cauti, sono molto abituati ai cambiamenti di umore e interesse del presidente americano. Da quattro mesi Trump pensa soltanto alla sua guerra contro la Repubblica islamica dell’Iran e adesso al suo accordo per limitare il progetto nucleare. Pensando ai suoi conflitti ha abbandonato il negoziato fra Russia e Ucraina. Gli ucraini hanno iniziato quindi a cercare la loro strada, mentre per i russi l’attenzione di Trump è un fattore importante: rimangono convinti che il presidente americano ha fretta di concludere e quindi farà pressione su Kyiv. La passione per gli accordi rapidi Trump l’ha manifestata anche in medio oriente, dove ha prediletto i suoi problemi elettorali ed economici agli obiettivi di guerra. Ora però non è lui a subire e a dover resistere e in fondo, la guerra in Europa, come ha sempre detto, non è la sua. Perché dovrebbe tornare a mettere forze ed energie in una trattativa tanto complicata?