Se il Qatar molla Hamas è una rivoluzione, anche se ci sono altri sponsor

Dopo vent’anni il paese avrebbe interrotto i finanziamenti al gruppo e avrebbe cacciato i leader che si erano pasciuti dei lussi di Doha mentre incitavano gli abitanti di Gaza a resistere e morire come martiri per la causa contro Israele. Non ci sono state conferme, ma la decisione sarebbe un passo storico per la regione

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29 APR 26
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Foto ANSA

Quando è iniziata la guerra contro la Repubblica islamica dell’Iran, Hamas, il gruppo di terroristi che controlla parte della Striscia di Gaza – nell’altra parte c’è ancora l’esercito israeliano – aveva fatto sapere di sostenere la reazione di Teheran. Sembra naturale come posizione da parte di Hamas, ma la reazione di Teheran, con missili e droni non soltanto contro Israele e contro le basi americane in medio oriente, ha travolto anche altri paesi, fra i quali il Qatar, lo sponsor e il protettore del gruppo della Striscia, al quale ha dato denaro, anche con l’avallo di Israele, e copertura mediatica tramite al Jazeera. Negli ultimi anni Hamas si è sempre mosso fra Iran e Qatar, i suoi leader si sono divisi fra chi si coordinava con Teheran e chi con Doha, ma gran parte della leadership si è goduta la protezione del Qatar, oltre che i suoi soldi.
Secondo il giornalista israeliano Amit Segal, Doha si sarebbe stancata di questa posizione a metà di Hamas, soprattutto dopo essere diventata bersaglio della rappresaglia di Teheran e sarebbe giunta alla conclusione che non vale più la pena finanziare il gruppo della Striscia. Dopo vent’anni il Qatar avrebbe interrotto i finanziamenti e avrebbe cacciato i leader che si erano pasciuti dei lussi di Doha mentre incitavano gli abitanti di Gaza a resistere e morire come martiri per la causa contro Israele. Il Qatar avrebbe anche comunicato che non intende più fare da mediatore per il futuro piano di pace nella Striscia e il fatto che si fosse spazientito si era visto già nei mesi passati, con i continui “no” di Hamas a ogni tipo di accordo con Israele. Non ci sono state conferme da parte di Doha e la decisione sarebbe una rivoluzione. Non che Hamas rischi di rimanere senza sponsor: parte della sua leadership e anche dei suoi interessi economici sono in Turchia, mentre il regime iraniano negli anni ha imparato ad accettare Hamas e lo ha introdotto nel suo “asse della resistenza” nonostante le differenze. Ma il rifiuto del Qatar di continuare a fare da finanziatore e protettore sarebbe un passo storico per la regione.