Il caso delle escort di lusso e i nomi che non andavano pubblicati

Non sono indagati, non hanno commesso reati, eppure finiscono sui verbali e sui giornali. L’inchiesta milanese riapre il tema delle garanzie violate e della responsabilità di chi diffonde quei nomi

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22 APR 26
Ultimo aggiornamento: 04:00 PM
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Una festa in un locale notturno (foto Getty Images)

Scrivevamo ieri, in un articolo sulle periodiche indagini sugli “spioni” italiani: “E’ un ciclo produttivo perfetto. Ci guadagnano tutti. Ogni scandalo di spionaggio genera circa un mese di articoli per ogni testata nazionale. Poi una settimana di retroscena”. Sostituite “escort” a “spioni” e il meccanismo del ciclo produttivo rimarrà invariato. Con una aggravante. Nell’inchiesta “escort di lusso” (che fantasia) di Milano, per la quale sono stati fatti i nomi di alcuni calciatori – e altri non ancora i giornali promettono che usciranno –, finiti nei verbali della procura in modo indebito. Innanzitutto non sono indagati, in Italia non è reato accompagnarsi con una escort. Il fatto è grave: i loro nomi non andavano trascritti.
In base alla normativa il nome di un non indagato (“terzo estraneo”) deve essere omesso nei verbali delle intercettazioni, a meno che risulti indispensabile alle indagini, ma non sembra questo il caso. Esistono un “divieto di verbalizzazione” e un obbligo di “tutela della riservatezza” che sono stati violati. Si apprende inoltre che gli inquirenti per interrogare i file delle intercettazioni hanno utilizzato delle “parole chiave”. Quali? I cognomi di altri calciatori famosi, per vedere casomai fossero citati. Male che vada, il prurito nazionale avrà di che grattarsi. (Peccato che il primo a riportare i nomi sia stato il Giornale, testata solitamente garantista). Ma ancora peggio hanno fatto altri, ipocritamente: “L’ordinanza firmata dalla giudice per le indagini preliminari Chiara Valori non cita alcun ‘cliente’ (fatta eccezione per due calciatori, forse a causa di un errore)”, ha scritto un sito. Un’altra agenzia di stampa ha scritto, testuale: “Con un po’ di ritardo, anche gli omissis saltano. E cominciano a spuntare sulla stampa i ‘nomi’, quelli dei calciatori soprattutto, rimasti impigliati nelle intercettazioni”. Perché mai dovevano “saltare”, gli omissis? Per poter associare a un’indagine persone non indagate? Ma la catena alimentare ha la sua logica ferrea: quei nomi non dovevano essere citati dai pm, né dati in pasto alla stampa. Qualcuno ne chiederà conto?