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L’anti trumpismo che conta è su Kyiv
Cosa ci dice di buono, sull’Italia, l’abbraccio di ieri tra Meloni e Zelensky. Nei tempi confusi in cui viviamo, la chiarezza almeno su un punto fondamentale come il valore del sostegno all’Ucraina non è poco
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16 APR 26

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il Presidente dell'Ucraina Volodymir Zelensky durante l'incontro a Palazzo Chigi
Nel corso dell’incontro con il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, Giorgia Meloni ha trovato il modo per chiarire la posizione del governo italiano, al fianco dell’Ucraina aggredita e consapevole dell’esigenza di non distruggere l’unità dell’Europa e dell’occidente, che sono le condizioni per poter lavorare a una “pace giusta”. In effetti, nonostante le bizzarrie di Donald Trump, è stato e resta essenziale il sostegno occidentale per dare forza all’eroica resistenza del popolo ucraino e per mettere in scacco l’aggressività russa. Questi sono i fatti: quando poco più di quattro anni fa l’armata russa ha iniziato l’invasione del territorio ucraino, tutti gli osservatori prevedevano che avrebbe raggiunto Kyiv in poche settimane; invece l’offensiva è rimasta bloccata in alcune province orientali e ha subito anche controffensive. Questo risultato incredibile ha messo in luce una capacità di resistenza e una rete di alleanze che resistono tuttora, con l’effetto di una nuova consapevolezza del ruolo dell’occidente, attualissimo nonostante le teorie sul suo inarrestabile declino. Tenere ferma la barra su questa linea, nonostante tutte le difficoltà, è la strada giusta. Il che naturalmente richiede saggezza e capacità di iniziativa, anche per neutralizzare le spinte divergenti, come è avvenuto con l’Ungheria e come bisogna continuare a fare per ridurre gli effetti destabilizzanti delle sbandate politiche della presidenza americana. Capire e sostenere la resistenza ucraina come segnale della forza dei valori dell’occidente è il modo migliore per contribuire ad aprire la prospettiva di una pace giusta. Il governo su questo tema ha agito con fermezza, ha ottenuto il consenso sostanziale della principale forza di opposizione, costruendo così una posizione che non dipende dalle oscillazioni della dialettica democratica, ma è fondata su principi repubblicani, come ha ricordato spesso il presidente Sergio Mattarella e come ha confermato anche nel suo incontro con Zelensky di ieri. Nei tempi confusi in cui viviamo, la chiarezza almeno su un punto fondamentale come il valore del sostegno all’Ucraina non è poco.