•
I processi paralleli dell’Antimafia
L’incredibile “requisitoria” del pm De Luca contro Natoli e Pignatone
di
15 APR 26

Foto Ansa
Il procuratore di Caltanissetta, Salvatore De Luca, è intervenuto ieri in commissione Antimafia con una lunga audizione incentrata sulle “anomalie” dell’inchiesta mafia-appalti condotta nei primi anni 90 dalla procura di Palermo, sulle quali ha aperto un’indagine a carico degli ex magistrati Gioacchino Natoli e Giuseppe Pignatone con l’accusa di favoreggiamento a Cosa nostra. In due ore e mezza di audizione, De Luca ha portato avanti una sorta di requisitoria contro gli indagati pur premettendo, in modo alquanto bizzarro, “fermo restando la presunzione di innocenza e che tutto ora sarà sottoposto a un giudice”. Non si comprende allora perché, prima di essere vagliate da un giudice, le ipotesi accusatorie elaborate dalla procura di Caltanissetta debbano essere illustrate in commissione Antimafia, ma questo è avvenuto. De Luca ha infatti detto chiaramente che “il procedimento mafia-appalti è stato archiviato senza indagini. Quello che si doveva fare era indagare sulla posizione di Antonino Buscemi e del gruppo Ferruzzi. Invece le indagini sono state fatte solo in maniera apparente”. Ciò sarebbe avvenuto sia nella tranche di indagine delegata a Natoli sia in quella coordinata da Pignatone.
De Luca ha parlato di “gravissimi errori procedurali”, che “vanno tutti nella stessa direzione e cioè l’impunità di Buscemi e dei vertici di Ferruzzi che operavano in Sicilia”. Il magistrato ha anche parlato di intercettazioni ignorate che avrebbero potuto portare a importanti piste investigative, di bobine di intercettazioni smagnetizzate e di “patto implicito per non fare indagini”. De Luca ha anche definito inattendibili e concordate con l’ex magistrato ora senatore del M5s Roberto Scarpinato le dichiarazioni rese da Natoli alla commissione Antimafia. E’ evidente come le dichiarazioni del procuratore De Luca vadano in direzione opposta al principio di presunzione di innocenza. La commissione Antimafia appare sempre di più come un tribunale parallelo, senza alcun rispetto delle garanzie minime di difesa dei soggetti coinvolti.