Mentre tutti guardano Artemis, l’Europa lancia una missione con Pechino

Giovedì prossimo è previsto il lancio del satellite Smile, progetto congiunto tra Agenzia spaziale europea e Accademia cinese delle scienze. Ufficialmente una missione scientifica, ma anche un test politico

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7 APR 26
Ultimo aggiornamento: 11:17 AM
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Foto di Bill Jelen su Unsplash

Mentre ieri la missione Artemis II, simbolo della nuova Corsa allo spazio guidata dalla Nasa in collaborazione con i paesi alleati, arrivava in orbita lunare, dall’altra parte del mondo si completavano i preparativi per una missione forse meno spettacolare ma non meno determinante dal punto di vista politico. Dopo anni di chiusura alle collaborazioni strategiche e considerate sensibili perché applicabili anche ai campi della Difesa, Bruxelles e Pechino sono infatti tornate a collaborare proprio nello spazio. Giovedì prossimo è previsto il lancio del satellite Smile, progetto congiunto tra Agenzia spaziale europea e Accademia cinese delle scienze, ufficialmente una missione scientifica ma anche in parte un test politico. Smile studierà il campo magnetico terrestre per migliorare la previsione delle tempeste solari, e renderà visibile il nuovo corso dell’Ue nel suo lento e prudentissimo riavvicinamento con il regime cinese. Non è un caso isolato: negli ultimi mesi ci sono stati molti segnali tra Europa e Cina, compresa la recente visita di una delegazione di parlamentari europei a Pechino e la telefonata della scorsa settimana fra l’Alta rappresentante dell’Ue Kaja Kallas e il ministro degli Esteri cinese Wang Yi.
L’Ue si trova in una posizione complicata, perché soprattutto nel settore spaziale è profondamente integrata con gli Stati Uniti, tanto da partecipare attivamente al programma Artemis, ma l’umoralità del presidente americano Donald Trump sta accelerando anche la spinta a provare a riaprire canali selettivi, tecnici e “a bassa intensità politica” con Pechino. Smile è un progetto deciso nel 2016, quando il mondo era diverso, ed è sopravvissuto a tutti i ritardi legati ai controlli sulle esportazioni e alle diffidenze reciproche: lanciarlo adesso significa mandare un segnale di distensione alla Cina ma anche un messaggio di autonomia a Washington. Per ora non ci sono all’orizzonte altri progetti condivisi con Pechino, ma Smile è il segnale che l’Ue e l’Esa stanno cercando di restare dentro l’alleanza occidentale senza chiudere del tutto la porta alla Cina.
 Con una nota pubblicata domenica, Avio ha comunicato che il lancio del satellite Smile è stato rinviato "a causa di un problema tecnico occorso alla linea di produzione di un componente di un sottosistema dopo l’integrazione del lanciatore per il volo VV29". L'azienda ha fatto sapere che sono in corso verifiche e che una volta concluse sarà annunciata la nuova data di lancio.