Il patriarca Kirill caccia il "volto buono" della Chiesa ortodossa

Sollevato dal suo incarico Hilarion, l'amico dell’occidente: un colpo al dialogo ecumenico. Fatali sono state le considerazioni pubbliche contrarie alla guerra pronunciate a marzo
7 GIU 22
Ultimo aggiornamento: 19:25
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Il Patriarca Kirill (LaPresse)

Il Patriarca di Mosca Kirill ha sollevato “dalle funzioni di presidente del Dipartimento per le relazioni esterne della Chiesa, membro permanente del Santo Sinodo della Chiesa ortodossa russa e rettore dell’Istituto teologico di studi post-laurea dei SS. Cirillo e Metodio” il metropolita Hilarion di Volokolamsk. La decisione, a sorpresa, è stata ratificata dal Santo Sinodo della Chiesa ortodossa russa, che ha destinato Hilarion alla sede di Budapest. E’ un colpo al dialogo ecumenico: il metropolita allontanato da Mosca era divenuto il “volto buono” del Patriarcato, colui che manteneva i rapporti con Roma, visitando di frequente il Papa e partecipando a varie iniziative in occidente. Se c’era una linea di comunicazione con il mondo cattolico, lo si doveva a Hilarion. Fatali sono state le considerazioni pubbliche contrarie alla guerra pronunciate a marzo, mentre Kirill – viceversa – parlava di giustificazioni metafisiche all’invasione dell’Ucraina ordinata da Putin.
Se Nicola II avesse ascoltato Rasputin e non fosse entrato in guerra, la Russia non avrebbe subìto una catastrofe”, aveva detto sibillino rispondendo a una domanda in un programma della tv russa. Kirill e l’ala più oltranzista del Patriarcato non gliel’hanno mai perdonata. Hilarion non è certo classificabile tra i “pacifisti”, ma faceva parte di quella “gerarchia” più pragmatica e meno schierata a difesa dell’alleanza sacra e inscalfibile fra trono e altare. La sua cacciata mostra che il conflitto interno alla più grande Chiesa dell’ortodossia ha raggiunto ormai livelli inimmaginabili fino a pochi mesi fa e non è da escludere che lo stesso ruolo di Kirill – umiliato al punto da definire “comprensibile” lo strappo della Chiesa ortodossa ucraina a lui sottomessa, possa essere messo in discussione in un prossimo futuro.