Così l’autoritarismo fa male all’innovazione

6 GEN 20
Ultimo aggiornamento: 00:07 | 7 GEN 20
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Quando la società americana F5 Networks ha comprato la startup russa Nginx per 680 milioni di dollari in maggio, l’affare è stato salutato come un trionfo per la scena tecnologica di Mosca. Nginx sviluppa software che è usato nei server di più di un terzo dei siti internet del mondo, e l’acquisizione è un segnale di riconoscimento importante del talento tecnologico russo. Peccato che sia intervenuto il governo a rovinare tutto: a metà dicembre, ha raccontato il New York Times, la polizia in tenuta d’assalto ha fatto irruzione nelle case di Igor Sysoyev e Maxim Konovalov, i due fondatori di Nginx, e le autorità hanno aperto un caso criminale di furto di proprietà intellettuale. Secondo i procuratori, Sysoyev e Konovalov avrebbero rubato le tecnologie usate per creare Nginx da Rambler, un’altra startup russa di cui erano stati dipendenti. Rambler è attualmente controllata da Sberbank, banca di proprietà dello stato russo, e da Aleksandr L. Mamut, un oligarca. Il caso tuttavia non sembra solido: molti ex dipendenti di Rambler hanno detto che Sysoyev e Konovalov non hanno rubato un bel niente, e il consiglio di amministrazione dell’azienda ha chiesto alle autorità di porre fine all’inchiesta penale, condannando i raid. Questo genere di episodi, tuttavia, non fa affatto bene alla fiducia degli investitori nella Russia di Putin.