A cena fuori

Cambiano i ritmi di vita, i luoghi di consumo, gli stili alimentari, ma una cosa è certa: la passione degli italiani per il ristorante e la buona cucina non accenna a tramontare. Così, negli ultimi dieci anni, nonostante la crisi, si è speso sempre di più per mangiare fuori casa e sempre meno per consumare i pasti tra le mura domestiche, ma ricercando sempre di più prodotti locali e un servizio attento a evitare gli sprechi. Il quadro che emerge dall’ultimo rapporto della Fipe, la Federazione nazionale dei pubblici esercizi , rivela una crescita particolarmente dinamica della ristorazione “made in Italy” , con donne, giovani e stranieri sempre più occupati in questo settore, che soffre, però, di un elevato turnover. Numeri di Mariarosaria Marchesano.
4,9 miliardi
Valore in euro di quanto è aumentata la spesa degli italiani per mangiare fuori casa negli ultimi dieci anni, mentre nello stesso arco di tempo si è ridotta di 8,9 miliardi quella per mangiare in casa.
336 mila
E’ il numero delle imprese di ristorazione in Italia, di cui quasi una su tre è gestita da donne e l’11 per cento da cittadini stranieri.
1,2 milioni
E’ il numero degli addetti impegnati nella ristorazione di cui il 52 per cento donne e in maggioranza giovani. In dieci anni la crescita è stata del 20 per cento.
5 milioni
Il numero di persone, pari al 10,8 per cento degli italiani, che ogni mattina fa colazione in uno dei 148 mila bar della penisola.
62,5 per cento
La percentuale degli italiani che cena fuori almeno una volta al mese in base al sondaggio condotto dalla Fipe: spesso si punta alla pizza, in un caso su tre la spesa media è di poco inferiore ai 30 euro a persona.
7/10
Sette consumatori su dieci prestano attenzione alle politiche green dei ristoranti: il 37,7 per cento verifica se è disponibile la doggy bag contro gli sprechi di cibo e il 36,7 per cento chiede prodotti provenienti da allevamenti sostenibili.
25 per cento
E’ la percentuale di ristoranti che chiude dopo appena un anno che ha aperto. Dopo tre anni abbassa le serrande un ristorante su due, mentre dopo cinque anni le chiusure interessano il 57 per cento di bar e ristoranti.