Quanto costa all’iraq aver chiuso internet

L’Iraq ha numerosi problemi da risolvere, e già da qualche anno. Dall’uccisione sul suo territorio del generale iraniano Qassem Suleimani a opera di un drone americano alle proteste democratiche e antigovernative che imperversano da mesi, soffocate nel sangue, il paese ha una lista di priorità ed emergenze piuttosto lunga. Aggiungiamone una nuova, che certo si colloca in fondo alla lista, ma resta notevole: secondo uno studio pubblicato a gennaio dai ricercatori del sito Top10Vpn, l’Iraq è il paese al mondo che più di ogni altro nel 2019 è stato danneggiato economicamente dai blackout di internet – quelli provocati dalle infrastrutture scadenti e soprattutto quelli generati dal governo per mettere sotto silenzio le voci critiche sui social media e per limitare la capacità dei manifestanti di organizzarsi via internet. Secondo le stime dei ricercatori, i blocchi di internet in Iraq non sono quelli che sono durati di più (il primato va al Myanmar, con 4.880 ore di blocco in alcune regioni) ma sono quelli che sono costati di più in assoluto: soltanto nel 2019 sono 2 miliardi e 319 milioni di dollari, che è una bella cifretta in assoluto, e lo è tanto di più per un paese con l’economia in ginocchio come l’Iraq. In medio oriente e in nord Africa sono andati persi oltre 3 miliardi di dollari per i blocchi di internet. Al secondo posto l’Africa subsahariana, con poco più di due miliardi.