Economia
editoriali •
L’Ilva e la tela di Urso
Federacciai si ritira da una gara continuamente rinviata per evitare la chiusura
3 NOV 26

Il ministro delle Imprese e Made in Italy Adolfo Urso (ANSA/ANGELO CARCONI)
La cordata di Federacciai che aveva presentato manifestazione d’interesse per l’Ilva non parteciperà alla gara che scade l’8 novembre. Dopo mesi di due diligenze, e numerose visite agli impianti, la cordata italiana guidata dall’ex presidente di Federacciai, Antonio Gozzi, ha valutato che l’esame tecnico ed economico avrebbe restituito un quadro particolarmente complesso, inducendo la maggioranza delle società a considerare l’operazione troppo onerosa e rischiosa rispetto alle proprie possibilità.
Il ministro delle Imprese Adolfo Urso per mesi, anzi per due anni, ha raccontato che c’era la fila di player mondiali interessati a partecipare alla sua gara, e pronti a investire 10 miliardi per fare dell’Ilva il più grande polo siderurgico green d’Europa. Per due anni, puntualmente, ogni due mesi, un investitore spariva. Ma il ministro Urso non si perdeva d’animo, e subito rinviava i termini perché “è arrivato un quarto investitore interessato”. L’ultima volta è stata il 25 agosto, quando la gara è stata rinviata per l’interesse di un player del Qatar, di cui non si è mai saputo il nome. Ma era già accaduto il 1 aprile, data simbolica ed evocativa, quando Urso aveva promesso che la gara sarebbe stata chiusa entro fine mese. La stessa cosa che aveva detto a marzo, e in precedenza altre dieci volte. Tutto per non ammettere che la gara non stava in piedi.
Flacks Group, Bedrock, Baku Steel, alla fine è rimasta solo Jindal, già esclusa un anno fa dal ministro che non apprezzava la proposta della “mini Ilva: solo area a freddo, con coils e materie prime portate dall’India. Per questo la scorsa estate la premier Meloni ha chiesto a Federacciai di partecipare alla gara. Gli industriali hanno provato a presentare un’offerta solo per l’area a freddo, aa anche quella – dopo aver visto i conti – sarebbe un bidone”. In campo fino all’8 novembre resta solo Jindal, sempre che non cambi idea). E sempre che Urso non prolunghi i termini di una gara ormai infinita, che somiglia sempre più a una tela di Penelope in cui, però, si temporeggia perché i pretendenti scappano.