Il lobbista ha imparato a contare

OpenEconomics, partecipata da Algebris, compra Inrete: analisi d'impatto e public affairs nello stesso gruppo. La legge sulle lobby, intanto, resta ferma al Senato

21 OTT 26
Ultimo aggiornamento: 14:21
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La buvette di Montecitorio (Ettore Ferrari/Ansa)

Al Senato la legge sulle lobby è ferma dall'estate in commissione Affari costituzionali. Il mercato che dovrebbe regolare, nel frattempo, si riorganizza da solo. OpenEconomics, società romana di analisi economica partecipata da Algebris Investments di Davide Serra, ha rilevato il 100 per cento di Inrete, una delle principali agenzie italiane di public affairs: fondata nel 2010 da Simone Dattoli, oltre cento professionisti tra Milano, Roma e Bruxelles. Nell'operazione entra anche la maggioranza di Inrete Digital, la divisione che si occupa di reputazione online e campagne sui social. Unica banca finanziatrice, Banco Bpm.
Nasce così una piattaforma integrata di analisi economica, relazioni istituzionali e comunicazione strategica per imprese e Pubblica Amministrazione. In altre parole, chi stima quanto vale una decisione pubblica e chi va a spiegarla a chi quella decisione dovrà prenderla, adesso lavorano nello stesso gruppo. OpenEconomics costruisce modelli d'impatto socioeconomico e affianca grandi imprese e amministrazioni nella gestione dei finanziamenti pubblici. A febbraio aveva già comprato T33, una boutique di assistenza tecnica sui programmi finanziati dall'Unione europea. Due acquisizioni in otto mesi, che vanno nella stessa direzione: coprire l'intero ciclo di una politica pubblica, dal bando fino al confronto con Parlamento e ministeri.
L'idea ha una sua logica, e racconta come è cambiato il mestiere. Il lobbista di vecchia scuola viveva di agende e corridoi. Quello di oggi si presenta in audizione con una stima dei posti di lavoro e dell'effetto sul pil. Lo chiedono le regole europee sulla valutazione d'impatto, lo ha imposto la stagione del Pnrr con la sua contabilità di obiettivi e traguardi, lo pretende un decisore pubblico che deve giustificare ogni euro. Gianluca Calvosa, presidente di OpenEconomics, la mette così: “In un contesto di crescente incertezza e risorse limitate, non basta allocare correttamente le risorse: occorre dimostrare, in modo credibile e comprensibile, il valore che le decisioni generano per tutti gli stakeholder coinvolti”. Inrete manterrà la propria identità e piena autonomia operativa, una scelta che tiene comunque distinti due mestieri vicini. Dattoli, che resta alla guida di Inrete come amministratore delegato, parla di unire “la precisione del dato all'efficacia della comunicazione”. Per chi siede dall’altra parte del tavolo il cambiamento ha anche un risvolto utile. Un ministero o una commissione che ricevono stime d’impatto, anche di parte, hanno qualcosa da confrontare, contestare, mettere accanto alle stime di chi la pensa diversamente. Un argomento fatto di numeri si può verificare, uno fatto di relazioni molto meno. Il dibattito pubblico ci guadagna, a patto che le ipotesi dietro i modelli restino leggibili.
Lo stato, nel settore, si muove con più lentezza. La Camera ha approvato il ddl sulla rappresentanza di interessi, primo firmatario Nazario Pagano di Forza Italia, il 29 gennaio: 122 voti a favore, 104 astenuti, nessun contrario. Il testo prevede un registro pubblico dei lobbisti affidato al Cnel, un codice deontologico e un comitato di sorveglianza. Le opposizioni avrebbero preferito un'autorità indipendente come l'Antitrust o l'Agcom. Gli addetti ai lavori lamentano che il ddl ignori quasi del tutto il lobbying digitale, cioè proprio il terreno di Inrete Digital. A Palazzo Madama l'esame si è arenato il 3 agosto e, su richiesta del M5s, il testo è passato dalla sede redigente a quella referente, con i tempi che ne conseguono. Ne esce un'asimmetria curiosa. Il public affairs italiano, un settore che secondo le stime citate da MF vale circa 100 milioni di euro l'anno, si consolida, attira fondi e banche, compra modelli econometrici e si attrezza per Bruxelles. La legge che dovrebbe stabilire chi può bussare a quale porta, e come, è ancora da istituire.