Economia
Cambio d'Agenda •
La “bolletta sociale” di Avs è un incentivo alle fonti fossili
Fratoianni e Bonelli volevano abolire i Sussidi ambientalmente dannosi. Ora ne vogliono introdurre uno nuovo da almeno 5,5 miliardi di euro l'anno: 2.000 kWh di elettricità gratis per l’84% delle famiglie
20 OTT 26

L’Alleanza Verdi Sinistra aveva cominciato questa legislatura all’opposizione chiedendo l’abolizione dei Sussidi ambientalmente dannosi (Sad), ma ora per la prossima si candida a governare proponendo di aumentarli. Domenica, durante un evento a Roma, il cartello guidato da Nicola Fratoianni (Sinistra italiana) e Angelo Bonelli (Europa verde) ha presentato il suo programma votato dai suoi elettori sul web.
L’iniziativa più dirompente, almeno dal punto di vista mediatico, l’ha lanciata Bonelli: “Proponiamo una bolletta sociale”, ha annunciato con piglio solenne il portavoce dei Verdi. Di cosa si tratta? Di un “credito energetico” per le famiglie fino a 30 mila euro di Isee pari a “2.000 kilowattora, che siano dati gratuitamente, per consentire la possibilità di non rinunciare a riscaldarsi, di non rinunciare al diritto all’aria fresca, di avere accesso a un bene comune come l’energia”. Bonelli ha anche precisato che la logica della misura è quella di “non interferire sulla formazione dei prezzi”, ma di introdurre “un credito energetico”.
Per orientarsi sul senso della proposta bisogna capire prima chi sono i beneficiari, poi qual è il costo e, infine, chi dovrà sostenerlo. Secondo gli ultimi dati disponibili dell’Inps, le Dichiarazioni sostitutive uniche (Dsu) con Isee inferiore a 30 mila euro sono state circa 9,3 milioni su un totale di circa 11 milioni (l’84 per cento del totale). Secondo la proposta di Avs, quindi, a oltre quattro famiglie su cinque che hanno presentato una Dsu lo stato regalerà 2.000 kWh di energia elettrica da scontare in bolletta, una quantità leggermente superiore al consumo medio annuo (secondo i dati Arera, nel 2025 il prelievo medio annuo è stato di 1.922 kWh). In pratica, la stragrande maggioranza degli utenti non pagherà l’elettricità.
Ma quanti soldi servono? Si può prendere come riferimento il prezzo per i clienti della Maggior Tutela, che dal 1° ottobre è di 43,43 centesimi di euro per kWh. Usando un criterio conservativo, escludendo quindi dal computo della proposta di Bonelli la spesa per il trasporto e la gestione del contatore e le imposte (che resterebbero a carico dell’utente), il costo per la materia prima energia è di circa 30 centesimi per kWh (27,64 centesimi per l’approvvigionamento dell’energia e 2,11 centesimi per la commercializzazione). Moltiplicato per i 2.000 kWh di “credito energetico” indicato da Avs fa circa 600 euro l’anno per ogni famiglia che, a sua volta, moltiplicato per i 9,3 milioni di nuclei familiari con Isee inferiore a 30 mila euro fa circa 5,6 miliardi. Come dicevamo, si tratta di una stima conservativa anche perché considera invariato il numero di Dsu che, invece, dal 2016 al 2025 è praticamente raddoppiato passando da 6 a 11 milioni proprio perché nell’ultimo decennio sempre più prestazioni di welfare sono state parametrate al valore Isee: è plausibile presumere che, a fronte di un bonus di circa 600 euro, ulteriori nuclei familiari che finora non ne avevano sentito la necessità presenteranno una Dsu. Chi pagherà questi 5,5 miliardi di spesa energetica non è chiaro, perché Bonelli non ha indicato le coperture specifiche.
In ogni caso, a essere preoccupati per una misura del genere dovrebbero essere in primo luogo gli elettori di Avs. Non solo come contribuenti, ma soprattutto come militanti ambientalisti. Perché la “bolletta sociale” – forse non se ne sono accorti – è in netta contraddizione con uno degli orientamenti ecologici fondamentali del tandem Fratoianni-Bonelli: l’abolizione dei Sussidi ambientalmente dannosi (Sad). Un obiettivo che era presenta nel programma elettorale del 2022 e che nel 2023 Avs inserì nella sua proposta di “Legge quadro sul clima in Italia” che, all’articolo 14, prevedeva appunto che le spese fiscali dannose per l’ambiente comprese nel Catalogo dei sussidi ambientalmente dannosi del ministero dell’mbiente (Mase) venissero “progressivamente ridotte in misura pari almeno al 10 per cento annuo sino all’annullamento dei sussidi medesimi entro il 2030”. Lo stesso obiettivo è stato poi ribadito nel programma per le elezioni europee del 2024: “Eliminare gradualmente i Sad per abolirli completamente entro il 2030”.
Nel Catalogo del Mase vengono definiti come Sad tutti quei trasferimenti diretti, quei finanziamenti agevolati e quegli incentivi che favoriscono scelte di consumo o produzione che abbiano un impatto negativo sull’ambiente. Un caso emblematico, per esempio, è l’Iva agevolata al 10 per cento (anziché al 22 per cento) su l’energia elettrica per uso domestico, che – esattamente come la “bolletta sociale” di Bonelli – ha lo scopo sociale di ridurre l’incidenza delle spese delle famiglie per l’energia elettrica. Ma siccome, riducendone il costo, stimola il consumo di energia prodotta da fonti fossili, è un Sad. Uno dei più costosi, peraltro, pari a 1,8 miliardi. Secondo la stessa logica, nel Catalogo dei sussidi alle fonti fossili rientra anche l’esenzione dall’accisa sull’energia elettrica impiegata per uso domestico con potenza 3 kW e consumo mensile fino a 150 kWh (costo: 530 milioni). Entrambi questi sussidi sono ritenuti dannosi per l’ambiente perché, riducendo il segnale di prezzo, stimolano il consumo di energia e quindi le emissioni. Si tratta peraltro di incentivi che pesano molto meno della “bolletta sociale” proposta da Bonelli. L’altro aspetto surreale è che, dopo che il governo Meloni ha abolito il più costoso Sad esistente, ovvero la differente accisa tra benzina e gasolio (valore 2,5 miliardi), ora gli ecologisti di Avs si candidino a sostituirla al governo proponendo l’introduzione di un nuovo Sussidio ambientalmente dannoso che vale 5,5 miliardi.
Bonelli e Fratoianni dicevano di volere progressivamente abolire i Sad, ora chiedono i voti per progressivamente raddoppiarli.
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Cresciuto in Irpinia, a Savignano. Studi a Milano, Università Cattolica. Liberista per formazione, giornalista per deformazione. Al Foglio prima come lettore, poi collaboratore, infine redattore. Mi occupo principalmente di economia, ma anche di politica, inchieste, cultura, varie ed eventuali
