Economia
il malcontento •
Aspetti rimossi della protesta che infiamma il Sud
Siamo proprio certi che la rivolta si stia allargando a macchia d’olio, che il caro-carburanti stia in realtà diventando il caro-vita e che il malcontento di questa o quella categoria si sia esteso fino a coinvolgere parti significative della popolazione meridionale?

Foto ANSA
“Chiedi. Quando aprono i frantoi? Se aprono domani possiamo anche iniziare domani. Fammi sapere e avviso la squadra. A noi dello sciopero non interessa niente. Le persone vogliono lavorare.” Questo il vocale – verbatim – del capo operaio di una azienda agricola meridionale, in data di ieri, al titolare della azienda stessa. Trarre conclusioni a partire da un unico elemento di informazione è sempre, a dir poco, azzardato. Ma scartare quell’elemento solo perché unico sarebbe sbagliato. Siamo proprio certi, in altre parole, che la protesta stia infiammando il Mezzogiorno d’Italia, che la rivolta si stia allargando a macchia d’olio, che il caro-carburanti stia in realtà diventando il caro-vita e che il malcontento di questa o quella categoria si sia esteso fino a coinvolgere parti significative della popolazione meridionale?
Siamo proprio certi di non confondere i desideri di una specifica leadership sindacale e/o politica con la realtà della società meridionale? Siamo proprio certi che invocare oggi la rivolta sociale – spesso dalla confortevole poltrona di un talk-show televisivo – o fare appello al disagio, non tradisca una imbarazzante distanza rispetto alla realtà meridionale? Siamo proprio certi che, a volte, la campagna elettorale non sia una occasione per avvicinarsi a quella realtà ma piuttosto uno specchio deformante? Siamo proprio certi che a leggere correttamente quella società non sia oggi chi si sforza di venire incontro ai problemi di specifiche categorie al fine di consentire a tutti di tornare o proseguire nelle loro usuali attività? Non perché vada tutto nel migliore dei modi ma proprio perché, in un momento che non è dei più facili, la cosa più sensata da fare può proprio essere quella immaginata dal governo britannico nel 1939, quando il secondo conflitto mondiale era alle porte: “Keep calm and carry on” (“mantieni la calma e vai avanti”).