Economia
Editoriali •
Debito sovrano sotto stress
Energia, deficit e inflazione alimentano la svendita globale di titoli di stato
8 OTT 26

Foto via Getty Images
Ieri l'ondata di vendite sui titoli di stato ha portato il rendimento dei Treasury americani trentennali al 5,7 per cento, ai massimi dal 2002, e quello dei titoli britannici, sempre della stessa durata, al 6,04 per cento circa (anche qui, ai massimi dal 1998). Gli Oat francesi hanno sforato quota 4,9 per cento, tornando verso i picchi di inizio mese. Gli elevati debiti pubblici delle economie avanzate aumentano le preoccupazioni degli investitori. "La Francia potrebbe essere la prima" a fare la resa dei conti sul proprio debito, "ma non sarà l'ultima" ha detto al Financial Times Akshay Singal, responsabile globale del trading sui tassi di interesse a breve termine presso Citi.
Ieri anche l'Italia ha visto aumentare i rendimenti dei suoi titoli: il Btp decennale ha superato quota 4,6 per cento e lo spread è salito a 115 punti. Il rincaro dell'energia legato alla guerra in Iran sta alimentando ulteriormente i timori di un'inflazione più persistente, con il rischio che i rincari si propaghino dall'energia agli altri beni e servizi. E così il rialzo globale dei rendimenti finisce per restringere anche lo spazio per le promesse dei governi a causa dell'aumento della spesa per interessi, che rischia di assorbire una quota sempre maggiore dei bilanci pubblici man mano che il debito viene rifinanziato a tassi più alti (l'Italia ha pagato nel 2025 circa 87 miliardi di euro di interessi sul debito, cresciuti del 2 per cento rispetto al 2024).
I rendimenti sovrani più alti, inoltre, contribuiscono a rendere più caro anche il credito a famiglie e imprese. Secondo i dati pubblicati ieri dalla Mortgage bankers association, negli Stati Uniti il tasso medio di riferimento sui mutui trentennali a tasso fisso è salito al 7,49 per cento nella settimana conclusa il 2 ottobre, il massimo da quasi tre anni. Così, per una famiglia finanziare l'acquisto di una casa diventa più difficile, e ugualmente per le imprese rispetto agli investimenti.