Economia
lo studio •
A rischio per Confartigianato 124 miliardi di scambi con l’Asia
Gli scambi via mare con Asia e Oceania valgono 123,9 miliardi di euro, il 5,6 per cento del pil italiano. Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto e Piemonte concentrano il 61,8 per cento dell’interscambio. I rischi dopo le tensioni sulle rotte del Mar Rosso e la crisi di Hormuz
3 OTT 26

Le tensioni sulle rotte del Mar Rosso e la crisi di Hormuz aumentano costi e rischi per il commercio italiano. Secondo un’analisi dell’Ufficio studi di Confartigianato, il valore degli scambi italiani con Asia e Oceania effettuati via mare raggiunge 123,9 miliardi di euro: 80,4 miliardi di importazioni e 43,5 miliardi di esportazioni. E’ un volume pari al 39,4 per cento dell’interscambio italiano via mare e al 9,8 per cento dell’interscambio complessivo dell’Italia con il mondo. Rapportato alle dimensioni dell’economia nazionale, il valore degli scambi marittimi con Asia e Oceania equivale al 5,6 per cento del pil italiano: il 3,7 per cento è riconducibile alle importazioni e il 2 per cento alle esportazioni. Si tratta, sottolinea l’Ufficio studi di Confartigianato, del perimetro potenzialmente interessato dalle difficoltà sulle rotte del Mar Rosso.
Per le imprese italiane maggiormente integrate nelle catene globali del valore, l’aumento dei costi logistici può quindi incidere sia sul prezzo delle importazioni sia sulla competitività delle merci destinate ai mercati esteri. La Cina rappresenta di gran lunga il principale mercato nell’area considerata. L’interscambio marittimo complessivo raggiunge 42,6 miliardi di euro, pari al 34,4 per cento del totale con Asia e Oceania. Seguono India, con 9,7 miliardi di euro, Arabia Saudita con 9,3 miliardi, Giappone con 6,3 miliardi e Corea del Sud con 6 miliardi. Rilevanti anche gli scambi con Indonesia, Vietnam, Emirati Arabi Uniti e Australia. Sul fronte delle esportazioni via mare, la Cina vale 6,7 miliardi di euro, davanti ad Arabia Saudita (4,2 miliardi), Giappone (3,9 miliardi), Emirati Arabi Uniti (3,8 miliardi), Australia (3,7 miliardi) e India (3,3 miliardi).
L’impatto potenziale della crisi non è uniforme tra le regioni italiane. In termini assoluti, il maggiore valore di esportazioni marittime verso Asia e Oceania è quello della Lombardia, con 12,3 miliardi di euro, seguita da Emilia-Romagna (8,7 miliardi), Veneto (4,9 miliardi), Toscana (3,7 miliardi) e Piemonte (3,4 miliardi). Considerando insieme importazioni ed esportazioni, la Lombardia registra un interscambio marittimo con Asia e Oceania pari a 37,2 miliardi di euro, il 30,1 per cento del totale nazionale. Seguono Emilia-Romagna, con 16,1 miliardi, e Veneto, con 14,6 miliardi. Il Piemonte raggiunge 8,6 miliardi. Nel Centro Italia spicca la Toscana, con 7 miliardi di euro, mentre nel Mezzogiorno i valori più elevati si registrano in Sicilia, con 6,4 miliardi, e Campania, con 5,9 miliardi.
Le prime quattro regioni – Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto e Piemonte – concentrano complessivamente 76,5 miliardi di euro di import-export via mare con Asia e Oceania, pari al 61,8 per cento del totale nazionale.